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Indulto e Amnistia: la situazione della settimana

Manca meno di un mese al 28 maggio, giorno entro il quale l'Italia dovrà presentare alla Corte di Strasburgo soluzioni per sovraffollamento delle carceri: la situazione




Manca meno di un mese al 28 maggio, giorno entro il quale l'Italia dovrà presentare alla Corte di Strasburgo soluzioni precise e puntuali per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri: se non lo farà pagherà una multa salata. Mentre si aspetta il testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia dei senatori Manconi, Compagna, Buemi, Barani, per dare risposta alla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per violazione dei diritti umani, il ministro della Giustizia Orlando ha detto “Ci sono molte cose da fare, sviluppare pene alternative al carcere, fare in modo che tossicodipendenti scontino la pena in comunità, rimpatriare una parte dei detenuti stranieri nei paesi d'origine, rendere più adeguato e razionale e il patrimonio immobiliare perchè abbiamo strutture detentive spesso fatiscenti”.

E, parlando di una situazione di sovraffollamento in realtà “meno grave rispetto a qualche anno fa. Nel 2009 avevamo 20.000 detenuti in attesa giudizio e oggi sono 10.000”, il ministro sembra voler allontanare le misure di amnistia e indulto per risolvere il problema. Del resto anche il premier Renzi non è d’accordo e non le ritiene misure risolutive di un problema che andrebbe gestito in maniera diversa. Obiettivo del governo è, infatti, risolvere il problema delle condizioni di vita nelle carceri con piani di “reinserimento sociale con sgravi contributivi e fiscali per le imprese che assumono detenuti; di rafforzamento della magistratura di sorveglianza; di accelerazione del piano carceri, di maggior utilizzo di pene alternative al carcere”.

Ma sull’argomento è tornato a farsi sentire il presidente della Repubblica Napolitano, dopo il messaggio di qualche tempo fa alle Camere, invitando nuovamente l’esecutivo a “Fare il punto sulle misure adottate e da adottare, anche in ossequio alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Fra poco meno di un mese, infatti, scade il termine per l’Italia per dare risposte alla Corte di Strasburgo e i piani per ridurre il sovraffollamento con indennizzi a chi è stato costretto a scontare la propria pena in una cella con meno di tre metri quadri di spazio non bastano a migliorare la condizione di vita dei detenuti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il