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Pensioni news: le novità di questa settimana

Esodati, prepensionamenti, prestito pensionistico Poletti, Quota 96: le situazioni pensioni da definire e risolvere. Le ipotesi del governo. Giorni decisivi




Mercoledì 7 maggio è in programma l’appuntamento con il tavolo tecnico sugli esodati, cui parteciperanno i Ministeri del Lavoro e dell'Economia, Inps e le Commissioni lavoro di Camera e Senato, così, ha detto Cesare Damiano, “Si eviteranno rimandi e scarichi di responsabilità, soprattutto quando si tratterà di trovare le coperture finanziarie, se si vorrà trovare una soluzione definitiva al problema. Ormai non c'è più tempo da perdere. Anche per il Premier Matteo Renzi è giunto il momento di assumere questo tema tra le priorità dell'azione di Governo”. Probabilmente, dunque, ancora due giorni di attesa e arriverà qualcosa di nuovo e definitivo per gli esodati.

Da affrontare anche il capitolo prepensionamenti del ministro Marianna Madia che è torna a ribadire come il suo piano per gli statali, eventualmente da estendere anche ai privati sarebbe “Una parte a costo zero, e mi riferisco all'abrogazione di trattenuta in servizio. Questa misura libererà fino a 15mila posti in più. Poi ci sarà l'esonero, la possibilità di andarsene prima: ma sia chiaro non stiamo parlando di scivoli o baby pensionati, si tratterà di anticipi di sei mesi al massimo. Infine, se serviranno, ci saranno prepensionamenti in deroga alla Fornero”. E mentre la Madia lavora alla definizione del suo piano, il ministro Poletti rilancia l’idea del prestito pensionistico del suo ex collega Giovannini.

Si tratta della possibilità, tramite l’Apa, assegno di pensione anticipata, di mandare il lavoratore in pensione, con l’appoggio delle aziende, qualche anno prima del conseguimento dei contributi (66 anni di età o 42 di contributi), erogando 760 euro al mese circa che dovranno essere poi restituiti dal lavoratore una volta maturata l’effettiva pensione. Anche in questo caso si è al lavoro per una definizione più precisa di come dovrebbe effettivamente funzionare questo sistema, che dovrebbe, tra l’altro, essere sperimentale fino alla fine del 2017.

Infine, c’è da risolvere la questione dei Quota 96: mentre, infatti, torna anche in auge la proposte di pensionamento a Quota 97 per gli i dipendenti pubblici, cioè a 62 anni di età e 35 di contributi, i 4mila pensionandi della scuola attendono ancora di sapere quale sarà il loro futuro verso la pensione. Di recente, il ministro Giannini ha dichiarato che la questione è “di natura legislativa e non politica in virtù dell'applicazione di una legge (la Fornero) che non aveva visto la particolarità della scuola. Il caso quota 96 non rappresenta una battaglia primaria”, cui, però, il governo dovrebbe dare una risposta definitiva entro il prossimo 15 giugno. Sono però diversi i Quota 96 pronti a ricorrere alla Corte Ue.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il