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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: dopo incontri settimana cambiamenti possibili

Giorni importanti per lavoratori precoci e usuranti che potrebbero avere la possibilità di andare in pensione prima: ipotesi allo studio




Oggi, martedì 6 maggio, in Aula il decreto legge Poletti sul lavoro, su cui il governo dovrebbe porre la fiducia; oggi al via a Rimini il 17esima Congresso della Cgil che discuterà di lavoro e pensioni, chiedendo al governo di rimarginare la “grande ferita aperta dalla riforma Fornero” pensando a concrete misure di flessibilità in uscita per i lavoratori; domani, mercoledì 7 maggio, tavolo tecnico per discutere della questione esodati. Settimana ricca di appuntamenti per il governo che si focalizzerà essenzialmente su occupazione e previdenza, temi caldi e che, soprattutto per le pensioni, stanno creando non poche polemiche.

Mentre si attende di sapere come si comporterà l’esecutivo sul piano prepensionamenti Madia per i dipendenti statali, l’auspicio è che venga approvato il prestito pensionistico cui sta lavorando il ministro Poletti. Secondo molti, infatti, il nuovo Apa, assegno di pensione anticipata, dando la possibilità di andare in pensione 3 o 4 anni rispetto al limite dei 66 anni stabilito, potrebbe essere una buona soluzione a sostegno dei lavoratori usuranti e precoci che da mesi ormai chiedono modifiche alle loro pensioni.

Del resto, sono tanti gli errori commessi dall’ex ministro Fornero al momento della formulazione della sua legge pensionistica e il destino di precoci e usuranti rientra proprio in questi errori, Troppe, infatti, le specificità non considerate, troppe le disattenzioni: diversi comprati erano, infatti, regolati da determinate norme saltata con l’avvento della legge Fornero che ha bloccato tutti, come i Quota 96 della scuola che proprio perché appartenenti al mondo scolastico seguivano norme specifiche non considerate dall’ex ministro. Ed ecco i caos da risolvere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il