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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: modifiche e cambiamenti a cui si lavora davvero

Si riunisce oggi il tavolo tecnico sugli esodati: si discute di pensioni. Ma cos’ha realmente intenzione di fare il governo in merito? Verrà modificata una legge che portato miliardi e miliardi di risparmi?




E’ in programma per oggi, mercoledì 7 maggio, la convocazione del tavolo tecnico su esodati e pensioni che riunirà Inps, Ministeri di Lavoro ed Economia e Commissioni Bilancio e Lavoro, un incontro importante, particolarmente atteso e su cui sono puntati tutti gli occhi, di forze politiche, cittadini e sindacati. Sarà, infatti, una sede di lavoro cruciale in cui sarà definito, probabilmente, il futuro di migliaia e migliaia di pensionandi italiani. E insieme agli esodati potrebbero essere protagonisti della discussione anche gli insegnanti di Quota 96.

Considerando che si tratta di due grandi urgenze sociali del nostro tempo, e che ormai da anni attendono risposte concrete alla stabilizzazione delle loro posizioni previdenziali, è probabile che effettivamente il governo questa volta definisca una soluzione che possa essere definitiva alle questioni, dando priorità agli esodati, come spesso ribadito. Si aspetta la giornata di oggi e il termine dei lavori di questo tavolo tecnico per capire come si orienterà il governo tra risorse per le coperture finanziarie e prepensionamenti.

E se saranno possibili attuazioni di ipotesi di uscita flessibile dal lavoro, per cui molto dipenderà dalle decisioni che saranno prese sul piano prepensionamento statali della Madia che potrebbero riguardare anche i privati per evitare differenze di trattamenti, per quanto riguarda aumento degli assegni pensionistici bassi e rivalutazione delle pensioni, certamente tutto sarà rimandato al prossimo 2015. Del resto, qualche settimana fa lo stesso premier Renzi ha detto che sarà il 2015 l’anno in cui i pensionati che ricevono una pensione inferiore ai mille potrebbero vedere salire i loro importi.

I cambiamenti reali potrebbero però toccare le categorie di lavoratori più penalizzate dalle norme Fornero, come i precoci o gli usuranti, e se così fosse potrebbe diventare realtà il prestito pensionistico di Poletti che inizierebbe a permettere ad una prima platea di lavoratori di andare in pensione prima. Sarebbe, tra l’altro, una misura a costo zero, per cui sicuramente sostenuta dallo Stato, perché qualsiasi modifica sembra non debba andare a toccare i conti. Nonostante critiche e proteste, infatti, il vero timore che tanti hanno in merito ai cambiamenti chiesti sulle norme Fornero è andare a toccare una riforma che, seppur sbagliata nella formulazione di alcuni punti  e seppur abbia dato vita a grossi problemi, ha comunque portato oltre 80 miliardi di risparmi, per cui alla fine le entrate che si volevano sono arrivate.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il