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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: modifiche e cambiamenti a cui si lavora davvero

Andare in pensione di anzianità prima con nuove soluzioni del governo Renzi: quali saranno le modifiche che verranno realmente apportate alla legge Fornero?




Sono giorni importanti quelli di questa settimana concentrati essenzialmente su interventi su lavoro e pensioni, questioni per cui il governo Renzi è stato chiamato a trovare modifiche e soluzioni adeguate alla situazione che gli italiani stanno vivendo. La crisi continua a colpire e lavoratori e pensionati ne stanno fortemente risentendo. Certo, i miracoli non esistono, ma si potrebbe procedere ad una razionalizzazione in base alle risorse disponibili. E il problema è proprio questo: servono risorse, e tante, per colmare i problemi esistenti, per risolvere la questione esodati, per mandare in pensione i 4mila insegnanti di Quota 96, per permettere l’attuazione di piani di flessibilità in uscita dal lavoro.

E se la condizioni degli esodati è diventata talmente urgente che merita una soluzione, soprattutto per evitare che il loro esercito cresca e che, quindi, in un futuro saranno necessarie risorse aggiuntive rispetto a quelle di cui si necessita ora per la tutela di una platea ancor più folta, si discute invece ancora delle possibilità di pensione di vecchiaia e anzianità anticipate.

La migliore soluzione al momento, per permettere di andare in pensione prima ad alcuni lavoratori, sembra essere quella dell’Apa, il nuovo prestito pensionistico messo a punto dal ministro Poletti che però deve ancora essere rifinito e approvato. Considerando infatti che il problema riguarda gli eventuali costi che interventi sulla legge Fornero potrebbero comportare, questo prestito sembra essere a costo a zero, considerando che non si tratta di un prestito erogato in più ma di un anticipo sulla pensione ordinaria che comunque il lavoratore riceverebbe una volta uscito dal lavoro. La differenza è che invece di percepire l’intera somma raggiunta la pensione, avrà un assegno anticipato da 3 o 4 anni prima di raggiungere i requisiti richiesti.

Una volta in pensione poi riceverà un assegno ridotto di qualche centinaia di euro che saranno la restituzione di quanto già percepito negli anni precedenti. Questo sistema sembrerebbe ottimale, soprattutto per poter fare andare in pensione di vecchiaia anticipata precoci e usuranti che magari non riescono più a mantenere le loro posizioni lavoratori secondo i requisiti Fornero.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il