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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: cambiamenti a cui si lavora davvero

Si lavora a ipotesi di cambiamento per le pensioni: oggi discussione su esodati e forme di pensionamento anticipato. Quali saranno le decisioni reali?




Sono diverse le ipotesi di cambiamenti allo studio del governo ormai da mesi per eventuali modifiche alle pensioni. Tante le proposte, diverse le reazioni, tanti anche i silenzi, come quello sull’eventualità di innalzare l’età pensionistica contributiva delle donne per equipararla a quella degli uomini, come richiesto dall’Ue, ma ancora tutto in discussione. Forse la giornata di oggi, mercoledì 7 maggio, potrebbe aprire qualche spiraglio di cambiamento

Al termine infatti del tavolo tra Inps e governo si saprà se sarà davvero possibile procedere ai cambiamenti auspicati. All’ordine del giorno la discussione sulla questione esodati, ormai non più prorogabile, per cui bisogna fornire soluzioni certe, nella discussione, però, potrebbero rientrare anche i Quuota 96 e gli eventuali sistemi proposti fino ad oggi per garantire un’uscita più flessibile dal lavoro. In questo senso, l’ipotesi che sembra poter essere accolta realmente, e  che potrebbe dunque dare il via ad un cambiamento effettivo, è quella dell’Apa del ministro Poletti, un sistema di prestito pensionistico che consentirebbe soprattutto a precoci e usuranti di poter accedere prima alla pensione.

Il sistema, tra l’altro sperimentale fino al 2017, permettere al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 66 anni fissati, in maniera volontaria, con un assegno anticipato da render poi maturati i requisiti effettivi richiesti con qualche decina di euro al mese che saranno prelevate direttamente dall’assegno finale. Le ipotesi concordano sul fatto che al momento potrebbe essere questo l’unico cambiamento reale che potrebbe essere approvato perché si tratta di una misura a costo zero e per operare interventi servono misure che non costino nulla allo Stato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il