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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: incontri nuovi e appuntamenti per modifiche dopo 7 Maggio

Nessuna novità dopo tavolo tecnico di mercoledì prossimo nemmeno per precoci e usuranti: quando arriverà il momento giusto per modificare le pensioni?




Inps, Ministeri di Economia e Lavoro, e Commissioni parlamentari non hanno approvato misure di cambiamento per le pensioni, ma sono stati protagonisti di una discussione preliminare che dovrebbe portare a soluzioni per gli esodati, considerati oggi una priorità del governo, come ha confermato anche il ministro Poletti durante il 17esimo Congresso della Cgil. Esodati sì, ma bisognerebbe guardare anche alla condizione di altri lavoratori, come precoci e usuranti, fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle norme Fornero. Nonostante la diffidenza sul fatto che effettivamente si sarebbero concretizzati cambiamenti in breve tempo, si pensava che comunque a favore di queste categorie sarebbero arrivate modifiche, a partire dalla possibilità di dar loro un prestito pensionistico per andare in pensione prima seguendo il meccanismo del ministro del Lavoro.

Questo sistema avrebbe, infatti, garantito a chi non riusciva a raggiungere i requisiti normali richiesti, di andare in pensione prima con un anticipo sull’assegno finale che sarebbe stato poi restituito, una volta maturato il pensionamento effettivo, con piccole trattenute di decine di euro. Ma così non è stato e nonostante le varie ipotesi allo studio del governo, il ministro del Lavoro ha annunciato che i tempi di modifica sulle pensioni si allungheranno.  

Probabilmente si tornerà a parlare di prestito pensionistico Apa il prossimo 13 giugno, quando il governo sarà chiamato ad approvare la riforma della pubblica amministrazione. In molti infatti ritengono che gli appuntamenti sulle pensioni saranno rimandati a dopo le elezioni europee, per cui si parla di fine maggio, inizio giugno. Ma in tanti ritengono invece che per assistere a veri cambiamenti bisognerà in realtà aspettare il prossimo 2015. Del resto già tempo fa lo stesso ministro del Lavoro aveva detto che si sarebbe potuti intervenire in maniera concreta dopo l’approvazione del jobs act, e il premier Renzi ha rimandato proprio al 2015 possibili interventi di aumento degli assegni pensionistici più bassi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il