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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: il punto della situazione aggiornato

Modificare la legge Fornero che ha imposto requisiti pensionistici troppo rigidi: ancora appelli di forze politiche e sindacati al governo




“La legge pensioni Fornero si è rivelata troppo rigida tanto che, dalla sua approvazione, sono state impegnate risorse pubbliche per undici miliardi e mezzo con lo scopo di salvaguardare, in base alle pre vigenti regole previdenziali, coloro che in buona fede avevano accettato volontariamente una uscita precoce dal rapporto di lavoro. Vi è oggi la necessità oltre che del rafforzamento delle politiche per l’invecchiamento attivo, di una correzione strutturale della riforma che consenta, entro certi limiti, un pensionamento anticipato rispetto alla nuova età disposta dalla riforma pensioni in termini compatibili con i vincoli di finanza pubblica”: così si è espresso qualche giorno fa Maurizio Sacconi intervenuto sul dibattito pensioni.

Sostenendo la posizione dei sindacati, che in occasione del 17esimo Congresso della Cgil tenutosi la scorsa settimana, hanno incalzato sulle richieste di forme di flessibilità in uscite, e sostenuto anche da Cesare Damiano, Sacconi ha ribadito l’importanza di interventi all’attuale legge previdenziale che ha messo in crisi molti lavoratori, Non solo, infatti, ha creato i problemi di esodatie Quota 96, ma ha dato vita a rigidità difficili da mantenere anche per lavoratori precoci ed usuranti.

Si pensava che queste categorie potessero essere quelle per prime interessate dal prestito pensionistico di Poletti, quell’Apa di cui si è tanto discusso la scorsa settimana e che avrebbe potuto permettere una pensione anticipata ad alcuni lavoratori che, su base volontaria, sarebbero usciti con un anticipo, appunto, sulla pensione finale. Nulla di più semplice, considerando poi che la misura sarebbe stata a costo zero per lo Stato. Ma tutto è ancora in ballo, slittato ancora, forse a dopo le elezioni europee.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il