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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: situazione aggiornata questa settimana. Il punto

In attesa di modifiche per poter andare in pensione prima, le donne fino a fine 2015 possono contare ancora sull’opzione contributivo: come funziona e situazione




Cambiare le pensioni di uomini e donne, permettere una pensione anticipata di vecchiaia ed equiparare l’età pensionistica contributive fra i generi: questo ciò a cui si dovrebbe lavorare e per cui dovrebbero essere disponibili già soluzioni e risposte, ma in realtà non vi è nulla di tutto questo e per assistere a concreti cambiamenti bisognerà attendere fino a dopo le lezioni europee. Per lo meno questo quanto anticipato. E mentre si continua a discutere delle possibilità di forme di flessibilità in uscita, da una parte, dall’altra si aspetta che l’Italia riferisca all’Ue sulla differenza di trattamento contributivo fra uomini e donne.

Oggi, infatti, per raggiungere la pensione vecchiaia anticipata, alle donne sono richiesti 41 anni e 6 mesi, mentre agli uomini 42 anni e 6 mesi, norma che viola i regolamenti di eguaglianza di trattamenti, motivo per cui l’Ue ha richiamato il nostro Paese ma per cui non si muove ancora nulla. Per le donne, poi, c’è la possibilità di andare in pensione prima con l'opzione contributivo.

Si tratta di un meccanismo per la pensione anticipata che può essere richiesta già a 57-58 anni d'età, ma solo se si accetta di calcolare il proprio assegno pensionistico con il sistema contributivo anziché retributivo. Questa scelta comporta una decisa riduzione del valore finale ma permette almeno di lasciare prima il lavoro. Possono richiedere la pensione anticipata con questo sistema le donne ancora fino a fine 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il