BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Testo Unico Indulto-Amnistia ufficiale rimandato, no venerdì. Il punto della situazione aggiornato

Manca poco all’appuntamento del 28 maggio con la Corte Ue ma governo Renzi continua a dire no alle misure di inulto e amnistia: la situazione aggiiornata




AGGIORNAMENTO: Il Testo Unico di Legge preperato da mesi dalle Commissioni preposte e che doveva essere presentato ieri enrro le ore 18 in Parlamento con diverse nuove misure e novità, è stato rimandato. La motvazione ufficiale è il viaggio del Ministro della Giustizia Orlando a Strasburgo, ma si sa tutti molto bene che il Governo Renzi è contrario ad un procedimento di Indulto e AMnistia. Vi terremo aggiornati.

Il prossimo 22 maggio il ministro della Giustizia Orlando sarà a Strasburgo per riferire i nuovi dati sulla situazione delle carceri italiane nonché soluzioni per il problema del sovraffollamento e delle condizioni drammatiche in cui sono costretti i nostri detenuti, situazioni che hanno già portato l’Ue a condannare l’Italia. Il ministro è fiducioso per i miglioramenti finora compiuti, per la riduzione dei detenuti, per i passi avanti compiuti e che pensa saranno apprezzati, ma, mentre oggi, giovedì 15 maggio, si aaspetta la presentazione, da parte della Ginetti, del testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, il dibattito sembra ancora ben lungi dall’essere risolto.

Mentre, infatti, il presidente della Repubblica Napolitano, insieme ad altre forse politiche, continua ad auspicarne il ricorso, altrimenti l’Italia sarà davvero costretta a pagare la salatissima multa imposta dall’Ue se entro il 28 maggio non avrà risolto il problema, il governo Renzi continua a dire no e, nonostante l’apertura di qualche giorno proprio del ministro Orlando, sembra si stia tornando a definire misure alternative, come pene diverse dalla detenzione per alcuni reati, impieghi in lavori socialmente utili, ristrutturazione delle strutture carcerarie esistenti e costruzione di nuove per garantire condizioni di vita migliore ai carcerati.

Queste sono solo alcune, perché “Ad oggi, come precisato dal ministro Orlando, abbiamo conseguito un risultato che si è stabilizzato, nel 2010-2011 avevamo una crescita della popolazione carceraria mensile che ci stava spingendo velocemente verso i 70mila detenuti. Adesso i 59.700 detenuti esprimono un dato che evidenzia un sistema sotto controllo rispetto al rischio di una crescita esponenziale e di una incontrollabilità del sistema. Per la gestione del piano carceri bisogna superare la logica emergenziale”.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il