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Conti deposito, obbligazioni, conti correnti, azioni: tasse non del 26% come Btp e Bot

Nuovi emendamenti Pd per salvare i risparmiatori italiani dalla batosta della nuova aliquota al 26% sulle rendite finanziarie: cosa cambierà?




Dal prossimo primo luglio salirà l’aliquota di tassazione dal 20 al 26% su strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, fondi di investimento ed altri, ad eccezione di Bot e Btp, su cui resta al 12,5%, e di fondi pensione, all’11%. Ma la nuova aliquota rappresenterebbe una vera e propria stangata per i risparmiatori italiani, motivo per il quale il Pd ha proposto un nuovo emendamento, che eviti l’applicazione dell’aliquota al 26% su risparmi sotto il 10mila euro.

Dovrebbero, dunque, essere salvati, come riporta l’emendamento, ‘i piani individuali di risparmio, costituiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di imprese commerciali mediante il conferimento ad intermediari o ad imprese di assicurazione di somme o valori da versare anche in unica soluzione, di importo non superiore a 10mila euro per ogni anno di durata del piano, con l’impegno a detenerli per un periodo di durata ininterrotta non inferiore a 5 anni’.

Altra proposta è quella di bloccare l’aumento dell’aliquota al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie per i conti correnti e depositi dalla giacenza media nell’anno fino a 25 mila euro. Non cambierebbe, invece, nulla per azioni e obbligazioni. Si tratta al momento solo di emendamenti su cui, però, sarà difficile che il governo si pronunci in maniera favorevole.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il