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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: situazione aggiornata questa settimana

Ancora nessuna possibilità concreta di pensione di vecchiaia anticipata: situazione sempre più ingarbugliata. Al momento solo parole




Dopo gli ultimi dati economici, negativi, resi noti sull’Italia, sembrano svanire le speranze di interventi a favore dei lavoratori per le pensioni. E le ipotesi di pensione di vecchiaia anticipata, aumento degli assegni pensionistici più bassi, soluzioni per esodati e possibilità per i Quota 96 di raggiungere finalmente la loro pensione potrebbero tramontare lasciando il posto ad un blocco delle rivalutazioni delle pensioni, all’applicazione di quel contributo di solidarietà sulle pensioni più alte che ha suscitato non poche critiche, nonché ad un ricalcolo delle pensioni, come affermato dal presidente Inps Nori qualche settimana fa, con sistema contributivo.

Nonostante si attenda con fiducia il 13 giugno, giorno in cui approda in Consiglio dei Ministri la riforma della P.A che riporterà sul tavolo il piano prepensionamenti Madia, i timori sono che per il momento non arriverà alcuna modifica all’attuale sistema pensionistico, e per nessuno. Il che vuol dire nuove attese per precoci, usuranti, esodati che stanno diventando un’emergenza sempre più grande. La necessità, nonostante servano troppe risorse finanziarie per le coperture, è quella di risolvere questi problemi in modo da non doversi più preoccupare in futuro di tutelare chi è in difficoltà.

Per questo il ministro Madia continua ad insistere sui suoi pensionamenti, per questo la scorsa settimana ha iniziato a mandare in prepensionamento 20mila statali, in esubero, senza, di contro, procedere a nuove assunzioni. L’obiettivo primario è riuscire a mettere da parte qualche risparmio per poi dare il via a quel piano di staffetta generazione che permetterà ad alcuni lavoratori di lasciare finalmente il lavoro e ai giovani di entrare, finalmente, in un mondo del lavoro oggi decisamente chiuso ed ostico.

Nel frattempo, le ipotesi di prestito pensionistico, uscita flessibile, scivolo per gli esodati restano solo buoni propositi che non saranno messi in pratica fino a quando le diverse forze politiche non si renderanno effettivamente conto del fatto che, nonostante la legge Fornero sarà in grado di garantire 80miliardi di euro di benefici, al contempo creerà sempre più urgenze sociali (a causa dei suoi errori di formulazione) che diventeranno allo stesso tempo sempre più difficili da risolvere.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il