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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: situazione aggiornata questa settimana

Ancora nessun adeguamento trattamento contributivo pensionistico tra uomini e donne: le richieste dall’Ue ma nessuna risposta governo




Via libera ai prepensionamenti per i primi 20mila statali in esubero e via libera, ancora, all’opzione contributivo per le donne, sistema che permette solo alle donne di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni fissati, a 57, 58 anni, accettando, però, di calcolare il proprio assegno  pensionistico con sistema contributivo e non retributivo, ricevendo, dunque, una pensione finale inferiore: sono solo queste al momento le modifiche realmente intervenute sull’attuale sistema pensionistico, garantite dal ministro Madia.

Nonostante l’adeguamento dell’età pensionabile (66 anni per tutti) definito dalla legge Fornero, nonostante proposte di interventi sulle pensioni, volti soprattutto a garantire a determinati lavoratori di poter uscire prima con forme di flessibilità per lavoratori pubblici e privati, dal governo nessuna risposta ancora all’Ue sull’adeguamento dell’età contributiva per raggiungere la pensione di vecchiaia anticipata fra uomini e donne.

Un anno la differenza tra gli uni e le altre per andare in pensione prima: 42 anni e sei mesi per i primi, 41 anni e sei mesi per le seconde. Ma secondo l’Ue questa differenza viola i principi di uguaglianza. Bisognerebbe porvi rimedio ma al momento non sono previsti interventi in tal senso. Al contrario: se, infatti, qualche mese fa si era paventata questa ipotesi di adeguamento, poi è stata subito smentita dal ministro Poletti. Per cui non ci sarà per ora nessun intervento anche se secondo la Commissione Europea solo alzando l’età pensionabile contributiva per le donne non verrebbero violati i regolamenti sulla parità tra i generi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il