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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: interventi per pochi e minimi Poletti e Madia

Chi potrà andare davvero in pensione prima con eventuali modifiche dei ministri Madia e Poletti? La situazione




Potrebbe diventare sempre più un miraggio la possibilità di raggiungere la pensione di vecchiaia anticipata per molti lavoratori: dopo infatti la comunicazione degli ultimi dati negativi sull’economia italiana e dopo il caos di questi giorni su diverse questioni politiche nonché l’avvicinarsi delle elezioni europee, ormai alle porte (si vota domenica 25 maggio) sembrano essere state messe da parte la momento diverse questioni, fra cui gli interventi sulle pensioni per consentire a determinati di lavoro di lasciare il lavoro prima senza dover necessariamente rispettare i criteri di oggi stabiliti dall’ex ministro Fornero.

Sembra che tutti parlino e promettano ma che nessuno voglia davvero intervenire per modificare un sistema previdenziale, come quello attuale, che ha dato vita a molti problemi, anche socialmente gravi, che ora bisogna risolvere e soprattutto sarebbe necessario evitare che si espandano in futuro.  Stiamo parlando soprattutto di esodati e dei pensionandi di Quota 96, questi ultimi insegnanti prossimi alla pensione, che l’avrebbero già raggiunta se fossero rimasti in vigore i vecchi requisiti ma che sono stati bloccati dalle nuove regole.

E dopo prestito pensionistico, scivolo e prepensionamenti, che si pensa di estendere a tutti, pubblici e privati, in realtà in recenti interventi di qualche giorno fa, i ministro Madia e Poletti hanno sì annunciato cambiamenti per le pensioni, ma solo per alcuni (sembra infatti che ne beneficeranno inizialmente solo precoci, usuranti, esodati e chi sta per raggiungere la pensione ma è rimasto senza lavoro) e di poco, circa un anno. Mentre la Madia definisce meglio i suoi prepensionamenti statali per gli esuberi, Poletti lancia una nuova idea di pensione anticipata per gli over 60.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il