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Pensioni anzianità, precoci, vecchiaia, usuranti, donne,uomini Governo Renzi: situazione aggiornata

Nuove dichiarazioni su possibili modifiche alle pensioni: l’idea è quella di riformare la legge Fornero ma come fare? E quali le soluzioni migliori?




“Credo che la riforma Fornero sia stata troppo severa sulla parte che attiene al mercato del lavoro e la critico, allo stesso tempo la difendo invece per la parte che riguarda le pensioni” ha detto l’esponente del Nuovo Centrodestra, Giuliano Cazzola. E se lui difende, nonostante i rigidi requisiti imposti dalla legge Fornero che, nonostante le proposte di modifica, sembra intoccabile probabilmente per i benefici che riuscirà a produrre (80 miliardi di euro), Maurizio Sacconi e Cesare Damiano rilanciano su maggiori forme di flessibilità in uscita.

Sacconi ritiene, infatti, che “La riforma Fornero si è rivelata troppo rigida tanto che, dalla sua approvazione, sono state impegnate risorse pubbliche per 11 miliardi e mezzo con lo scopo di salvaguardare in base alle pre-vigenti regole previdenziali coloro che in buona fede avevano accettato volontariamente una uscita precoce dal rapporto di lavoro. L'errore è consistito soprattutto nella mancata previsione di una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo regime. Ne consegue la necessità di una correzione strutturale della riforma e flessibili possibilità di pensionamento anticipato”.

Per Damiano invece è diventato “dare una soluzione strutturale ai tanti lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma Fornero ed una occupazione ai giovani che rimangono fuori dai cancelli delle fabbriche a causa del pensionamento innalzato bruscamente a 67 anni degli attuali occupati, la nostra proposta consente, con 35 anni di contributi e con una penalizzazione dell’8%, di andare in pensione a partire dai 62 anni”.

E in questo quadro di richieste di cambiamenti e contraddizioni, il ministro Madia continua a portare avanti il suo piano prepensionamenti e, dopo aver già dato tale possibilità a 20mila dipendenti in esubero, per sostenere coloro che vogliano raggiungere una pensione anticipata, precisa: “Nel caso fosse necessario si potrebbe pensare a brevi anticipazioni rispetto all’età pensionistica oggi in vigore. Non è detto che ci arriveremo e non stiamo parlando di baby pensionati.

Si tratta di anticipare di qualche mese, 6 mesi, un anno, l’uscita”, specificando poi che “Da qui al 2018 possiamo liberare 10 mila posti. La nostra P.A. non ha troppe persone, ma chi ci lavora ha un’età troppo elevata. Io le chiamo uscite non traumatiche, non esuberi, che possono avvenire innanzitutto con l’abrogazione del trattenimento in servizio, cioè di rimanere oltre la pensione. Togliendo questo istituto, stime prudenziali ci dicono che da qui al 2018 possiamo liberare 10 mila posti”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il