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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: conseguenze per Italia dopo svolta Ue-Germania

La nuova legge previdenziale tedesca: in pensione a 63 anni con 45 di contributi e novità per trattamenti di mamme e inabili al lavoro. Cosa cambia?




In pensione a 63 anni con 45 anni di contributi: è questa la nuova proposta previdenziale che arriva direttamente dalla Germani, dove qualcosa sta decisamente cambiando in ambito previdenziale. Non solo pensione anticipata ma anche miglioramento delle condizioni dei trattamenti pensionistici per le mamme che hanno sospeso il lavoro per maternità prima del 1992 e i trattamenti degli inabili al lavoro. Si tratta di un piano di riforma che potrebbe rappresentare una svolta storica e imporsi come modello anche per l’Italia.

Cambiamento ottimo dal punto di vista dei lavoratori, ma anche molto esoso: dovrebbe infatti costare circa  nove-undici miliardi di euro, 160 miliardi fino al 2030. Ad usufruire del nuovo sistema di pensionamento a 63 anni potranno per essere soltanto i nati nel 1951 e 1952, mentre i nati dal 1953 andranno in pensione a 63 anni e due mesi, con due mesi in più per ogni anno.

E mentre c’è chi accoglie con favore le nuove misure pensionistiche stabilite dal Bundestag, c’è invece chi, come l’opposizione, non guarda di buon’occhio il nuovo pacchetto di riforme pensioni tedesco, e teme si possa dare un segnale sbagliato agli altri Paesi europei, permettendo l’abbassamento della soglie dell’età pensionabile. Oggi in Italia è fissata sui 66 anni ma sono in tanti, ormai da due anni, lamentare questo criterio come troppo rigido. Che la nuova idea tedesca possa influenzare anche il nostro sistema?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il