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Mutui, prestiti, conti deposito, Btp, obbligazioni, azioni: piano Draghi-Bce. Novità e cosa cambia

Cosa cambia per investimenti e prestiti e mutui se inflazione arriva al 2%: andamento e previsioni con mosse annunciate da Draghi




Torna a scendere lo spread dopo i risultati delle elezioni europee e questo si preannuncia fattore importante per un futuro positivo d’Italia e mentre la Bce valuta la possibilità di abbassare ancora i tassi, c’è chi guarda con attenzione l’andamento del mercato finanziario per pensare quale possa essere l’investimento migliore di questo periodo. Il presidente della Bce Draghi deciderà una serie di nuove misure per contrastare la bassa inflazione e far ripartire il credito, soprattutto per permettere alle banche di erogare liquidità a famiglie e imprese.

Draghi ha infatti spiegato che “A soffrire sono soprattutto le piccole e medie imprese dei Paesi della periferia, anche se si tratta di imprese sane. Un quarto di quelle spagnole e un terzo di quelle portoghesi non riescono a ottenere credito. La debolezza del credito contribuisce alla debolezza dell'economia. Nei Paesi in difficoltà l'insufficienza di credito contribuisce a un terzo circa dell'attività economica perduta”.

E poi ha precisato: “Siamo consapevoli dei rischi di un periodo troppo lungo di bassa inflazione, ma sono fiducioso, riporteremo l’inflazione non vicina, ma al di sotto del 2% come da mandato. Non voglio neanche pensare»cosa significherebbe per la Germania portare l’obiettivo al 5%. La Bce agisce simmetricamente di fronte all’inflazione. Il tasso d’inflazione è stato superiore all’obiettivo del 2% a lungo quando i prezzi petroliferi salivano. Quindi bisogna aspettarsi un’identica simmetria in futuro”.

Se, dunque, saranno messe in atto le nuove mosse Bce e l’inflazione arrivasse al 2%, potrebbero scendere i tassi su prestiti e mutui, rilanciando tali mercati; salirebbero invece i tassi per Btp e Bot portando maggiori rendimenti per le prossime aste, e dovrebbero salire anche i tassi delle obbligazioni aziendali, non immediatamente ma nel lungo periodo. Altra conseguenza potrebbe essere quella di un aumento dei tassi per i conti deposito controbilanciato, però, dall’aumento della tassazione che scatterà dal prossimo luglio, dal 20 al 26%. Pochi invece i cambiamenti che potrebbero toccare il mercato azionario.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il