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Indulto e amnistia: fuori carcere spacciatori legge Giovanardi-Fini. Chi, quando, come e conseguenze

Via libera a riduzione delle pene per piccoli spacciatori: in migliaia fuori dal carcere. La nuova misura per risolvere problema sovraffollamento




Mentre è ancora aperto il dibattito sull’eventualità di mettere in atto misure di indulto e amnistia per svuotare più velocemente le carceri italiane soddisfacendo dunque le richieste che l’Ue ha fatto all’Italia, mentre il ministro della Giustizia Orlando continua a ribadire la necessità di altre misure risolutive per il problema e non di quelle di clemenza, proprio ieri la Cassazione ha dato il via libera alla riduzione delle pene per spaccio lieve di droga, con la recidiva, sulla legge Fini-Giovanardi.

La Corte ha accolto un ricorso della procura di Napoli contro la decisione del tribunale, che aveva negato a un condannato recidivo per piccolo spaccio un  ricalcolo della pena dopo la sentenza della Consulta che nel 2012 aveva dichiarato incostituzionale la norma Fini-Giovanardi che non prevedeva circostanze attenuanti nel caso di recidivi. La novità, precisiamo, non riguarda i grandi trafficanti.

Con questa decisione, come spiega la Corte, ‘potranno uscire dal carcere migliaia di detenuti condannati per piccolo spaccio, qualora venisse accolta la loro richiesta di revisione del trattamento sanzionatorio’. Sono, infatti, tra i tremila e i quattromila i detenuti potenzialmente interessati da questa sentenza. Questa misura potrebbe rientrare nel pacchetto che il governo sta mettendo a punto per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, che potrebbe essere definito nella riforma della Giustizia che sarà presentata giugno.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il