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Indulto e Amnistia: novità della settimana. Oggi 4 Giugno si attende decisione Corte Ue

Diminuiscono i detenuti italiani ma sono pur sempre troppi per la capienza delle nostre strutture carcerarie: misure risolutive e proroga ultimatum di Strasburgo




AGGIORNAMENTO: Ieri non è stata presa nessuna decisione dall'Ue e Corte di Strasburgo se confermare la multa e la condanna all'Italia peril sovraffollamento delle carceri. La decisione dovrebbe arrivare oggi.

E' stato prorogato l'ultimatum per l'Italia, scaduto lo scorso 28 maggio, per presentare misure risolutive per il problema del sovraffollamento carcerario. Gli ultimi dati hanno riferito che i detenuti nelle carceri italiane sono diminuiti di 6.000 unità rispetto a 12 mesi fa, ora sono 59.683, ma, secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), ‘la capienza regolamentare sarebbe di 49.091 posti’. Ma in realtà, sottolineano ad Antigone, ‘i posti disponibili sono inferiori a causa dei tantissimi reparti chiusi per manutenzione o per altro motivo. E nelle statistiche ufficiali si ammette finalmente che sono ben 4.762 quelli regolamentari attualmente non disponibili. Quindi, la capienza scende a 44.329 e il tasso di sovraffollamento del 134,6%’.

E’ comunque un grande problema che l’Italia deve risolvere, altrimenti, nonostante la proroga, pagherà la sanzione imposta dall’Ue. Si punta ad allontanare la possibilità di mettere in atto misure di indulto e amnistia, e il ministro Orlando la scorsa settimana ha presentato a Strasburgo misure che sono state accolte positivamente. Tra i provvedimenti, che potrebbero ridurre il numero dei detenuti nelle nostre strutture penitenziarie, l’abolizione della Fini-Giovanardi sulle droghe, misure alternative al carcere per chi è stato condannato a pene inferiori ai due anni, modifiche alla custodia cautelare sotto i 5 anni di condanna, l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina.

Si tratta di misure alternative, come altre proposte dal ministro Orlando che puntano ad un miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti anche rafforzando i loro rapporti con l’esterno, soprattutto la famiglia, che potrebbero essere certamente più risolutive delle misure di clemenza che, se anche riuscissero effettivamente a ridurre il numero dei detenuti in tempi brevi, comunque non sarebbero del tutto risolutive di un problema ben più profondo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il