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Pensioni uomini e donne Governo Renzi punto della situazione aggiornato questa settimana

Nessuna uscita anticipata e flessibile dal lavoro per ministro Padoan, mentre ministro Poletti e Madia lavorano a forme di flessibilità in uscita. La situazione




Intervenuto in occasione del Festival dell'Economia di Trento, il ministro dell'Economia Padoan, dopo aver parlato di riforme, lavoro, crescita e occupazione, ha toccato anche l'argomento welfare, creando nuovo caos sulle pensioni con le sue parole. E deludendo le aspettative di quanti, fra uomini e donne, precoci e usuranti, aspettano ormai da mesi interventi che modifichino età e requisiti pensionabili che permettano di lasciare prima il lavoro.

I requisiti stabili dalla legge Fornero non sono, infatti, sostenibili per molti. E mentre il ministro Poletti ha annunciato solo qualche giorno fa interventi previsti per la definizione della seconda fase del jobs, entro fine anno, e il ministro Madia è pronta a ribadire l’importanza dei suoi prepensionamenti, il 13 giugno quando si discuterà di riforma della P.A., sulla staffetta generazionale, Padoan ha detto: “Non sono a favore di una diminuzione dell'età pensionabile, ma di un graduale aumento. Mi chiedo cosa succederà in Germania dove sono andati nella direzione opposta”.

Precisando poi di non puntare ad un aumento dell'età, “perché in Italia l'età pensionabile è già indicizzata alle aspettative di vita. Non sono d'accordo con interventi per abbassare l'età pensionabile che stanno facendo alcuni Paesi”, ma che in caso di necessità più che pensare ad una riduzione dell’età sarebbe puntare ad un aumento graduale.

Dovrebbe comunque essere confermata la proroga per l'uscita per le donne con ozpione contributivo fino al prossimo anno. Ciò significa che le donne lavoratrici, dipendenti o autonome, potranno andare in pensione a 57, 58 anni ( e non a 66 quindi) purchè accettino di calcolare la pensione finale con sistema, appunto, contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il