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Amnistia e indulto: sentenza Corte Ue 5 Giugno 2014 ufficiale. Novità, no multa e cosa cambia

Dopo un rinvio di due giorni, ecco la decisione ufficiale della Corte Ue sul sovraffollamento delle carceri in Italia




AGGIORNAMENTO: E' stata finalmente presa dalla Corte Ue una decisione sul sovrafollamento delle carceri italiani dopo la condanna di un anno fa. La sentenza era attesa il 3 Giugno scorso, ma è arrivata solo ieri 5 Giugno. Una sentenza positiva per l'Italia, ma che susciterà molto clamore e polemiche.
La Corte Ue ha riconosciuto, infatti, gli sforzi fatti dall'Italia e il miglioramento della situazione carceraria. Al momento, dunque, la multa e la sentenza di condanna vengono sospese e la situazione verrà rivista entro 1 anno ovvero il Giugno 2015.

Dopo un rinvio di due giorni, dovrebbe arrivare oggi, giovedì 5 giugno, la decisione della Corte Ue sul pagamento della sanzione inflitta già all’Italia per aver violato i diritti umani e civili considerando le drammatiche condizioni di vita cui sono costretti i detenuti nelle nostre carceri. Da mesi ormai è aperto il dibattito su come poter risolvere il problema del sovraffollamento, con posizioni controverse sull’applicazione delle misure di indulto e amnistia ma solo oggi il Comitato dei ministri del Consiglio Ue dovrebbe decidere se rendere o meno esecutiva la condanna.

Se questa fosse confermata, l’Italia dovrebbe pagare una sanzione di circa 100mila euro. Intanto sulle misure risolutive e di miglioramento delle condizioni di vita per i detenuti, il ministro Orlando ha in realtà annunciato soluzioni ancora allo studio. Il guardasigilli ricorda che il problema è stato affrontato anche dal lato amministrativo con i protocolli con le Regioni, ne sono già stati firmati cinque, e gli accordi sul rimpatrio di detenuti stranieri, e confida che entro fine giugno arriverà la nuova legge sulle misure cautelari.

Per Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, “le condizioni nelle carceri restano disumane, anche se è innegabile che alcune cose sono state fatte”, ma il responsabile carceri del Pd, Sandro Favi, mostra un lieve ottimismo e dice: “Se l’Europa comprende che effettivamente l’Italia ha innescato un processo legislativo teso a cambiare il sistema carcere e lo ha fatto in modo consapevole, scegliendo la strada più lunga, quella che a regime ci consentirà di avere una situazione diversa”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il