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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: cambiamenti Poletti,Madia a rischio dopo dichiarazioni Padoan

Nuovi possibili cambiamenti pensioni, nuove proposte Madia e dichiarazioni ministro Padoan: si attende la riforma della P.A. il 13 giugno




Continuano ad arrivare proposte e nuove ipotesi di cambiamento, in direzione della flessibilità, per il mondo delle pensioni, ma, nonostante le tante parole e promesse che si sono susseguite in questi mesi, al momento non è stato fatto ancora nulla di concreto. E’ vero, il ministro Madia ha dato il via ai primi 20mila prepensionamenti per gli esuberi statali, senza però conseguenti nuove assunzioni; è vero che il ministro Poletti si sta impegnando per riuscire a mandare in pensione prima alcune categorie di lavoratori soprattutto, ma è anche vero che sono ancora tanti gli ostacoli da superare per riuscire davvero a modificare concretamente la legge Fornero.

Ci provano, e ci hanno provato in tanti, ma nessuno lo fa effettivamente. Probabilmente per i benefici che tale legge, nonostante i gravi problemi creati come quelli di esodati e Quota 96, dovrebbe produrre, stimati in ben 80miliardi di euro. E qualche giorno fa ‘a difesa’ dell’impianto dell’attuale sistema pensionistico, è intervenuto anche il ministro dell’Economia Padoan che ha chiaramente comunicato di non essere d’accordo con i prepensionamenti e i pensionamenti anticipati. Ma i ministro Poletti e Madia continuano per la loro strada.

E se sembrerebbe confermata la ‘misura donna’ per permettere alle lavoratrici dipendenti di andare in pensione anticipata con le vecchie regole ma calcolando la pensione interamente con sistema contributivo, ricevendo quindi un assegno minore rispetto a quello che riceverebbero con il calcolo retributivo (sistema che si potrebbe ripetere nel privato), sembra anche che la legge universale di uscita anticipata del ministro Poletti possa invece arrivare a toccare solo gli esodati, al contrario di quanto chiesto dal presidente Damiano che vorrebbe invece un’uscita anticipata per tutti a 62 anni e con 35 anni di contributi, accompagnata però da penalizzazioni o incentivi, a seconda che si decida di lasciare prima o dopo rispetto ai 66 anni, e fino ai 70.

La svolta, ciò che potrebbe aprire una nuova strada verso qualche cambiamento, potrebbe arrivare, oggi, solo con la riforma della P.A. e il nuovo esonero di servizio, definito ‘intelligente’, proposto dalla Madia che si prospetta come un prepensionamento più soft, con un anticipo di uscita di 6-12 mesi rispetto al termine stabilito. Si tratta di una possibilità che permetterebbe di andare in pensione prima ma anche in questo con una penalizzazione economica, perché si riceverebbe un assegno del 65%. Colo, per, che, esonerati, accettassero di essere reimpiegati in amministrazioni dei propri Comuni di residenza, riceverebbero uno stipendio ridotto solo al 20-25%.

Questa possibilità sarà offerta da una specie di patto che le aziende stipuleranno con i propri dipendenti, soprattutto rivolto a coloro che sono meno efficienti, o che lavorano molto lontano dal proprio luogo di residenza, o che svolgono mansioni comuni e possono pertanto essere facilmente ricollocati. L’ultima parola il 13 giugno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il