BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, precoci, usuranti,vecchiaia,uomini,anzianità Governo Renzi: solo primi tre modifiche

Quali potrebbero essere i reali cambiamenti per le pensioni e chi potrebbe beneficiarne realmente? Interventi in discussione il 13 giugno




Qualcosa potrebbe finalmente cambiare per le pensioni? Forse sì, ma non per tutti. Mentre infatti le donne, lavoratrici dipendenti, possono tirare un sospiro di sollievo dopo l’ultima proprosta del ministro Madia, per altri resta tutto ancora in forse. Qualche settimana fa gi, la Madia aveva parlato dell’intenzione di prorogare l’opzione contributivo per permettere ancora alle donne di andare in pensione prima. L’opzione contributivo permetteva alle lavoratrici di andare in pensione a 57, 58 anni accettando però una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo e non retributivo.

La ‘misura donna’ avanzata come novità dalla Madia, pronta anch’essa ad approdare in Aula con la riforma della P.A., dovrebbe seguire il meccanismo dell’opzione contributivo, dando la possibilità alle lavoratrici dipendenti di andare in pensione prima con le vecchie regole e la pensione calcolata con sistema contributivo, ricevendo quindi un assegno minore. Si tratta però di una possibilità che, a differenza dell’opzione contributivo, varrebbe solo per le donne dipendenti, al momento. Ma si pensa anche in questo caso di allargarla anche alle lavoratrici private. Restano da definire le modalità.

Altre categorie di lavoratori per cui potrebbero effettivamente arrivare modifiche sono quelle dei precoci e degli usuranti, grazie al nuovo esonero di servizio. Anch’esso avanzato dalla Madia, offrirebbe ai dipendenti statali la possibilità di lasciare prima il lavoro, percependo un assegno ridotto, del 65%, che però potrà essere diminuito solo del 20-25% se si accetta di essere ricollocati presso altre amministrazioni pubbliche. Questo esonero di servizio, insieme all’ormai noto piano prepensionamenti, saranno in discussione il prossimo 13 giugno, appuntamento in CdM con la riforma della P.A.

A parte queste proposte, però, di forme di uscita flessibile, sembra difficile che vengano applicati altri interventi, per altre categorie di lavoratori, almeno per il momento, e soprattutto dopo le ultime dichiarazioni di Padoan, decisamente non favorevole all’abbassamento dei requisiti pensionistici.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il