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Pensioni anzianitià e vecchiaia Governo Renzi: situazione aggiornata questa settimana

Pensioni e nuove possibilità di uscita anticipata per dipendenti pubblici. Cosa cambia dopo dichiarazioni Padoan e Poletti




Sarà probabilmente difficile per ora vedere realizzate quelle proposte di modifica per le pensioni che permettono a tutti di andare in pensione di vecchiaia anticipata, troppe le risorse necessarie e troppi i pareri contrastanti. E nonostante le dichiarazioni ultime del ministro Padoan, il ministro del Lavora Poletti assicurato che: “Il governo Renzi non ha in previsione di cambiare l’età pensionabile, nè innalzandola nè abbassandola, rimane quella che è. Dobbiamo ora lavorare per trovare delle vie di equità, partendo da quelle persone che sono fuori dal mercato del lavoro e con gli ammortizzatori non arrivano alla pensione. Penso a chi ha 60 anni, gli mancano tre anni alla pensione, perde il lavoro e ha due anni di ammortizzatori: gliene manca uno solo alla pensione ma è impossibile rioccuparlo. A questi dobbiamo trovare una risposta”.

E si lavorerebbe al momento solo a possibili interventi di cambiamento sulle pensioni di anzianità soprattutto per quanto riguarda determinati lavoratori, come esodati, precoci, usuranti, ma anche donne, per cui potrebbe arrivare la misura donna. Bisogna comunque aspettare qualche giorno, quando la riforma della P.A. approderà in Consiglio dei Ministri.

Di certo c’è che dopo la legge universale del ministro Poletti e il piano di pensionamento anticipato per gli over 60, la nuova proposta è quella dell'esonero di servizio, per consentire una pensione anticipata ai dipendenti statali che potranno lasciare il lavoro a 5 anni dalla pensione effettiva, ma con uno stipendio ridotto al 65%, mentre i contributi continueranno ad essere pagati regolarmente.

L’esonero dovrebbe innanzitutto valere per coloro che lavorano molto lontano dal proprio luogo di residenza, per i dipendenti meno virtuosi o meno qualificati. In questi casi i lavoratori potrebbero essere anche reimpiegati in amministrazioni del proprio Comune di residenza e con orari ridotti . E i ricollocati riceverebbero uno stipendio ridotto solo del 20,25%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il