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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: prepensionamento statali torna Conseguenze per privati

Tramontati i prepensionamenti, possibile approvazione dell’opzione donne per pensione anticipata e possibili soluzioni per esodati e over 60: ipotesi ancora in discussione




AGGIORNAMENTO: Tra conferme e smentite sembra ritornare il piano per i prepensionamenti statali con una anticipazione di due anni dell'uscita, ma solo per il personale in esubero.
Ci sono, poi, altre forme come il part time e la staffetta generazione e l'opzione contributivo donna. Quindi, nuove e interessanti novità per gli statali, ma con conseguenze importanti potenzialmente anche per i privati. Tutti i dettagli, in questo articolo al seguente link diretto

Si procede alla definizione di alcune misure contenute nella riforma della Pubblica Amministrazione, ma si fa dietrofront su altre, come quella cruciale dei prepensionamenti. Il governo ritiene si tratti di una misura “non necessaria” e pensa ad una alternativa, che potrebbe essere la mobilità obbligatoria a parità di stipendio. Sembra, dunque, tramontare la possibilità di mandare in pensione prima i dipendenti statali, e allargare poi tale possibilità anche ai privati, ma dovrebbe, invece, essere confermata la ‘nuova’ opzione donna che poi tanto nuova non è.

Sulla scia di quanto infatti già previsto dall’opzione contributivo, la misura che ora potrebbe essere approvata, rivolta esclusivamente alle lavoratrici donne dipendenti pubbliche, prevede la possibilità di andare in pensione prima accettando, come già accadeva, l’intero calcolo della pensione finale con metodo contributivo, e non retributivo, che magari assicurerebbe un importo più elevato. Le donne in questo modo avrebbero l’opportunità di lasciare prima il lavoro con le vecchie regole pensionistiche.

E se resta da definire il sistema per realizzare la cosiddetta staffetta generazionale, per assumere nuovi giovani, cosa che si potrebbe raggiungere eliminando, per esempio, il  trattenimento in servizio, che consente di continuare a lavorare a chi raggiunge la pensione anche per due anni dopo e liberando, secondo le stime, 10 mila posti, che arriverebbero a 15mila coinvolgendo settori di sanità, giustizia, e università; insieme alla misura donna, si potrebbe discutere di soluzioni per esodati, come annunciato dal ministro Poletti, misure per coloro che 60 anni hanno perso il lavoro ma è difficile vengano reimpiegati.

Intanto, il ministro della Pubblica amministrazione Madia ha convocato per domani, giovedì 12 giugno, i sindacati per discutere, prima dell’approdo in CdM di venerdì della riforma della P.A, le novità emerse dalla consultazione pubblica lanciata circa un mese fa dal premier.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il