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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: prepensionamento privati e statali come può avvenire

Torna piano prepensionamenti leggermente rivisto e in discussione domani in CdM con riforma P.A.: la nuova strada del governo




Ieri si diceva fosse stato completamente cancellato dalla bozza del decreto che domani, venerdì 13 giugno, approda in Consiglio dei Ministro per la riforma della Pubblica Amministrazione, in realtà oggi si torna a parlare di piano prepensionamenti. Ma cosa prevede ora e quali sono i cambiamenti rispetto ‘all’originale’ prima eliminato ed ora ritornato?

Se nel piano originale era previsto il prepensionamento per chi fosse quasi vicino alla pensione, da fare uscire prima se in esubero per lasciare il posto ad eventuali nuovi giovani da assumere nella proporzione di un nuovo assunto ogni 5 prepensionati, il nuovo piano prepensionamenti dovrebbe valere per i dipendenti in esubero e prevedere la mobilità obbligatoria con la possibilità di spostamento dei lavoratori, anche senza assenso, in un posto di lavoro diverso nell’arco di 100 chilometri. In particolare, stabilisce il testo, ‘entro 50 chilometri le diverse sedi sono considerate stessa unità produttiva mentre tra 50 e 100 Km devono esserci esigenze organizzative e produttive. Contro il parare dei sindacati, poi, dal primo agosto 2014, distacchi, aspettative e permessi sono ridotti del 50% per ciascuna sigla’.

Il testo stabilisce inoltre che ‘in caso di esuberi e in assenza di criteri e modalità condivise con i sindacati, la Pa procede alla risoluzione unilaterale, senza possibilità di sostituzione, del rapporto di lavoro di coloro che entro il biennio successivo maturano il diritto all’accesso alla pensione con conseguente corresponsione del trattamento’. In questo caso, il prepensionamento vale dunque per coloro cui mancano due anni al raggiungimento della pensione effettiva, seguendo la strada della legge universale di Poletti, che prevedeva un’uscita anticipata di 6-12 mesi.

E’ un piano che, anche in questo caso, potrebbe essere ampliato ai privati, e che sarebbe accompagnato dall’opzione donna, che consente un’uscita anticipata per le donne lavoratrici che avrebbero la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole ma accettando di calcolare il proprio assegno finale esclusivamente con sistema contributivo e non più retributivo, quindi più alto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il