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Indulto e Amnistia: diminuito sovraffollamento carceri ma è polemica e scontro su come è stato fatto

Italia promossa da Ue ma forti critiche dai Radicali su atteggiamenti ancora disumani in carcere: continuano a chiedere indulto e amnistia




L'impegno dell'Italia per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario è stato giudicato positivamente dalla Corte Ue che ha evitato che il nostro Paese pagasse la pesante sanzione che aveva già ricevuto. Plauso per le misure di riduzione delle pene e risarcimenti economici per chi è già fuori ma è stato costretto a condizioni di vita in cella drammatiche e disumane. Nel giro di qualche mese i detenuti in carcere sono diminuiti, anche se continuano ad essere di più rispetto alla media europea, ma arrivano forti ritiche dal segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini nei confronti della decisione del Consiglio d'Europa di promuovere l'Italia sul problema delle carceri.

La Bernardini spiega: “Il nostro Paese è stato apprezzato per i risultati ottenuti nell'ultimo anno in relazione al sovraffollamento delle carceri, grazie ad una diminuzione del numero dei detenuti oltre che alla garanzia dei tre metri quadri a disposizione per ogni persona. Ma non si può affermare che le condizioni di vita nelle carceri siano migliorate”. E ritiene che "Il governo ha dato il via libera a deportazioni di massa spostando i detenuti spesso a molti chilometri di distanza dalla propria famiglia”.

Queste parole vorrebbero spiegare che per far diminuire i detenuti nelle strutture sovraffollate, come accaduto a circa ottocento detenuti spostati da Poggioreale in Sardegna, non ci si è fatti scrupolo ad allontanare, anche di molto, i detenuti da casa propria purchè fossero trasferiti in strutture con posti liberi, cosa che dimostra come continuino ad essere perpetrati atteggiamenti disumani. Per questo i Radicali, nonostante il responso Ue, continuano a chiedere indulto e amnistia.

Si tratta di una richiesta anche in considerazione delle conseguenze che la sentenza della Cassazione sull’abrogazione della Fini-Giovanardi: gli uffici giudiziari si ritroveranno, infatti, sommersi di richieste di revisioni della pena e in questi casi le misure di clemenza potrebbero essere una buona soluzione per arrivare prima a soluzioni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il