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Indulto e aministia: i prossimi sviluppi possibili. Novità questa settimana

Italia promossa dall’Ue per misure di miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri. Nuovo esame a giugno 2015 ma intanto nuova proposta su indulto




Riduzione della pena per i detenuti che hanno avuto subito atti di tortura, o sono stati soggetti a condizioni di vita e trattamenti disumani o degradanti per più di 15 giorni; e risarcimento economico per i detenuti che sono stati soggetti a maltrattamenti. Il magistrato di sorveglianza avrà il potere di ridurre la pena per un 10% del periodo di maltrattamento. Queste le novità proposte per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, novità che dovrebbero essere contenute nella prossima riforma della Giustizia.

E l’UE ha accolto con favore le “misure prese per stabilire un ricorso risarcitorio, anch’esso previsto dalla sentenza pilota, attraverso un decreto legge che prevede la possibilità di una riduzione di pena per i detenuti ancora in carcere e una compensazione pecuniaria per quelli che sono già usciti”. E grazie a queste misure al momento non si dovrà pagare alcuna sanzione. Ma il ministro della Giustizia Orlando, dopo la decisione della Corte di Strasburgo, ha detto: “È il riconoscimento del lavoro svolto, ma si tratta di un punto di partenza. C’è ancora molto da fare. Aver risolto le urgenze non significa avere un sistema penitenziario all’altezza della civiltà del nostro Paese. Ora non dobbiamo sederci sugli allori. C’è ancora molto da fare, questa è l’occasione per cambiare il sistema della pena”.

E mentre sembrano essere state ‘messe da parte’ le misure di clemenza, di indulto e amnistia, esortate tra l’altro ancora dal presidente della Repubblica Napolitano, è arrivata proprio in questi giorni una nuova proposta di legge sull'indulto dal Centro democratico per concedere l'indulto ai detenuti in carcere per piccolo spaccio. Promotore della proposta Bruno Tabacci che ha spiegato che “L'indulto mirato aiuterebbe a smetterla di complicarci la vita. Alla luce della pronuncia della Consulta, ogni detenuto interessato dovrebbe avviare una procedura davanti al giudice per il ricalcolo della pena. Non possiamo intasare ancora i tribunali e l'indulto risolverebbe il problema”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il