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Pensioni ultime notizie Governo Renzu: situazione aggiornata questa settimana

Pensione anticipata se raggiunti i requisiti, turn over, abolizione del trattamento del servizio: cosa cambia per le pensioni con riforma P.A.




Le voci che circolavano fino a qualche giorno fa di eventuali modifiche alle pensioni, dopo l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione che ha ricevuto venerdì 13 giugno il via libera, sembrano iniziare a delinearsi in un quadro più chiaro. E qualcosa sembra che possa iniziare davvero a cambiare. “Il Cdm ha approvato il Ddl delega sulla Pa: il grosso delle misure sta qui, perché non si rimettono a posto le Prefetture con un decreto. Sono 44 punti, è un Ddl delega buono”, ha spiegato il premier Renzi.

Tra le misure principali contenute nel decreto, Renzi ha spiegato che “interveniamo con norme sul ricambio generazionale il cui obiettivo è quello di creare 15mila posti di lavoro nella pubblica amministrazione con la modifica dell’istituto del trattenimento in servizio”, dimezzati i permessi sindacali, meno di tasse per le pmi, approvato anche il decreto anticorruzione, e  novità sono arrivate anche su prepensionamenti, turon over e pensione per gli over 70. Nella riforma della P.A, com'era stato annunciato nei precedenti giorni, non ci sono prepensionamenti ed esonero dal servizio, ipotesi di cui si era parlato per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto ai requisiti normali richiesti.

Ma è stata confermata l’abolizione dell'istituto del trattenimento in servizio, che dovrebbe portare a liberare 15 mila nuovi posti per 'svecchiare' la Pa. I dipendenti pubblici non potranno più rimanere al lavoro per altri due anni oltre l'età della pensione e per cinque anni, dai 70 ai 75 anni, per i magistrati. Ma la riforma della P.A., in ambito pensionistico, prevede anche la possibilità di mandare in pensione i lavoratori che hanno i requisiti per la pensione anticipata, avendo raggiunto nel 2014 42 anni e 6 mesi di servizio per gli uomini, 41 anni e 6 mesi per le donne, anche se non avranno raggiuntol'età della pensione di vecchiaia inclusi i professori universitari, i dirigenti medici responsabili di struttura complessa e il personale delle autorità indipendenti. Via libera anche alla possibilità di lavoro part-time, se mancano pochi anni al raggiungimento della pensione, e con assegno intero e non ridotto com’era stato detto nei giorni scorsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il