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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: Decreto Welfare Luglio con nuove leggi privati,statali

Cosa potrebbe cambiare con decreto Welfare dopo misure già approvate con riforma della Pubblica Amministrazione sulle pensioni




Dipendenti pubblici, esodati, Quota 96,  abolizione della possibilità per i dipendenti pubblici di rimanere al lavoro per altri due anni oltre l'età della pensione e per cinque anni, dai 70 ai 75 anni, per i magistrati, pensioni per i lavoratori che hanno i requisiti per la pensione anticipata nel 2014 42 anni e 6 mesi di servizio per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, anche se non ha ancora l'età della pensione di vecchiaia inclusi i professori universitari, i dirigenti medici responsabili di struttura complessa e il personale delle autorità indipendenti.

Dopo queste misure sulle pensioni approvate con la riforma della P.A., il prossimo passo per modificare il sistema pensionistico italiano è quello annunciato del decreto Welfare. E probabilmente solo allora si potranno vedere interventi per statali e privati, con la legge universale del ministro Poletti, che toccherebbe tutti, uomini e donne, così come per precoci ed usuranti.

Le due possibilità allo studio riguardano i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che abbiano i requisiti per il ritiro prima dell’entrata in vigore della Fornero.

Questi lavoratori potranno lasciare a 64 anni invece dei 66 anni e 3 mesi. Le lavoratrici potranno andare in pensione a 64 anni se hanno maturato entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data avessero un’età di almeno 60 anni, mentre per i dipendenti pubblici prevista la possibilità, negli ultimi cinque anni di lavoro, di cambiare il contratto di lavoro da tempo pieno in part-time al 50% dello stipendio, ma in pensione si andrà comunque con un assegno pieno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il