BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: no modifiche reali. Rischio che non cambi nulla reale

Pensione anticipata in riforma P.A. ma altri interventi annunciato in decreto Welfare. Ancora delusione per chi si aspettava cambiamenti concreti alle pensioni




In pensione anticipata, nel 2014, a 42 anni e 6 mesi di servizio per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, anche se non hanno raggiunto l'età pensionabile di vecchiaia, misura che tocca anche i professori universitari, i dirigenti medici responsabili di struttura complessa e il personale delle autorità indipendenti: questa la modifica alle pensioni di vecchiaia per i dipendenti pubblici approvata nella riforma della P.A.. Ma nient’altro, di quanto annunciato, è stato fatto e i privati sono ancora in bilico.

Si pensa che ulteriori modifiche possano arrivare con il prossimo decreto Welfare, soprattutto per quanto riguarda la legge universale del ministro Poletti, con misure di flessibilità che interesserebbero tutti, uomini e donne, così come per precoci ed usuranti, che se hanno raggiunto un’anzianità contributiva di 35 anni entro il 31 dicembre 2012 potrebbero andare in pensione, se raggiunti i requisiti pensionistici in vigore prima dell’arrivo della legge Fornero.  

Questi lavoratori potranno lasciare a 64 anni invece dei 66 anni e 3 mesi. Ma c’è chi teme il futuro: nel corso di questi mesi si sono infatti susseguiti tantissimi annunci di modifiche sulle pensioni, sistemi che sarebbero anche potuti essere approvati, a costo zero, e di importante impatto, poi accantonati. Si sono susseguite promesse e soluzioni (rimaste al momento solo parole) che non hanno ancora trovato risposta concreta, per cui ci si chiede se effettivamente quanto rimandato nel decreto Welfare possa davvero essere realizzato o bisognerà ancora aspettare e ascoltare altre ‘parole’.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il