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Pensioni precoci e usuranti Governo Renzi: no modifiche reali. Rischio che non cambi nulla concreto

Ancora in attesa di cambiamenti reali lavoratori precoci e usuranti che aspettano risposte dal governo: nuova situazione e cosa potrà accadere




Lavoratori precoci e usuranti, che sembravano essere le categorie di lavoratori beneficiarie in primis di eventuali interventi sulle pensioni, sono in realtà ancora in attesa di capire quale potrà essere il loro destino pensionistico. E mentre sembrano tramontare i buoni propositi del governo, nonostante il premier Renzi abbia annunciato che bisognerà aspettare fine mese per capire i reali nuovi interventi, c’è chi continua a sperare che si imbocchi la strada giusta verso cambiamenti necessari.

E’ vero, infatti, che lunedì prossimo, 23 giugno, dovrebbe, per esempio, iniziare alla Camera l’esame della proposte di legge unica sugli esodati presentata da Damiano, ma è anche vero che, temendo che ancora una volta tutto si possa concludere con un nulla di fatto, lo stesso presidente della Commissione Lavoro, torna a farsi sentire per incitare il governo ad agire sul serio senza rimandare ancora nulla. E’ vero anche che quell’appuntamento potrà essere anche occasione per discutere di situazione ed eventuali soluzione per i Quota 96, ma anche in merito tutto tace.

Si dice che siano state trovate le risorse necessarie per permettere ai 4mila insegnanti in attesa di andare in pensione entro il 31 agosto 2014, ma nulla è stato annunciato o dichiarato ufficialmente; e nonostante i ricorso alla Corte Ue di alcuni dei Quota 96, tutto sembra ancora molto vago. Ed è proprio questa ‘vaghezza’ a far pensare che per cambiamenti reali bisognerà, probabilmente, aspettare ancora un po’. Ma ci si chiede allora perché, nonostante il governo sappia di non poter agire, continui a farsi sentire con promesse e annunci?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il