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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: no modifiche reali. Rischio che non cambi nulla concreto

Ancora attesa per lavoratori e pensionandi che attendono interventi concreti sulle pensioni: annunci finora e prossimi interventi




Via libera alla possibilità per i dipendenti di andare in pensione prima se hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata, di 42 anni e 6 mesi di servizio per gli uomini e di 41 anni e 6 mesi di servizio per le donne, anche senza aver raggiunto l'età di vecchiaia per la pensione; messa da parte per il momento la cosiddetta misura donna, che avrebbe consentito l’uscita anticipata con pensione contributiva per le donne, al vaglio le possibilità di scegliere una forma di lavoro part time se mancano 5 anni al raggiungimento dei requisiti richiesti oggi per la pensione, con regolari contributi pagati; e possibilità, sia per uomini che per donne, di andare in pensione a 57 anni di età e 35 di contributi con pensione interamente calcolata con sistema contributivo.

La riforma della P.A. ha dato probabilmente il via a cambiamenti per le pensioni anche se al momento tutto sembra ancora aleatorio e poco concreto. Si parla, si propone, si discute, si promette ma lavoratori e pensionandi temono che anche questa volta il tutto si concluda con un nulla di fatto, cosa che deluderebbe ancora una volta.

Intanto, insieme alla mobilità obbligatoria entro i 50 Km, con lo stesso stipendio e mobilità volontaria più facile da ottenere; alla riduzione dei permessi sindacali e dei distacchi; all'abolizione del trattamento al servizio; e alla possibilità di licenziamento per i dipendenti, si spera che con la prossima riforma del Welfare, che secondo quanto annunciato da Renzi dovrebbe avvenire a luglio, possano arrivare nuovi cambiamenti per pensioni flessibili, per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il