Mutui variabili e fissi Giugno-Luglio 2014 con tassi in calo. Nuove offerte ma domande poco accolte

E’ boom di richieste di mutui nell’ultimo mese, prezzi in discesa ma ancora problemi per la concessione dalle banche: situazione

Mutui variabili e fissi Giugno-Luglio 20


Gli ultimi confermano come i segnali di ripresa del mercato immobiliare abbiano davvero invertito la tendenza: secondo l'Abi, nei primi 4 mesi dell'anno, le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di abitazioni sono salite del 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2013 quando registrarono un calo annuo del 14,7%. I tecnici dell’Abi spiegano che dai dati di maggio emergono “sia segnali di luce sia segnali di ombra che mostrano che probabilmente stiamo attraversando il punto di svolta dell'andamento economico. Assistiamo insomma a qualche elemento di inversione, mentre prima eravamo in totale assenza di luce”.

E la situazione potrebbe migliorare ancora visto i tassi al ribasso dopo le ultime mosse della Bce e l’ultimo taglio tassi attuato. Ma c’è ancora un limite: nonostante le condizioni migliori e le nuove offerte di mutui a tassi variabili e fissi, il problema resta ancora quello delle concessioni da parte delle banche. Molti infatti di coloro che richiedono un mutuo non hanno risposta affermativa e, come riportato sul Sole 24 Ore da Vito Lops, da un’analisi delle offerte pubblicizzate dagli istituti emerge che a beneficiare delle buone condizioni di mutuo sono soprattutto coloro che finanziano non oltre il 50% o 60% del valore di acquisto del proprio immobile.

Stefano Rossini, ad di MutuiSupermarket.it, spiega infatti che “Solo il 25% del totale delle richieste di mutuo raccolte dalle banche vanno a finanziare meno del 60% del valore di acquisto dell'immobile; il 63% delle richieste di mutuo, ossia quasi i due terzi, sono infatti sottoposte alla banca per finanziare una percentuale del valore di acquisto dell'immobile compresa fra il 60% e l'80%. I prezzi inoltre si stanno riducendo ma per quel 25% dei mutuatari che possono ricorrere a propri risparmi o liquidità di parenti per coprire autonomamente, senza l'aiuto della banca, oltre il 40% o 50% del valore di acquisto del proprio immobile".

e conclude: "Questo ‘effetto ottico di riduzione prezzi sul mutuo’ è quindi in stretta correlazione alla nuova strategia di pricing, che sempre più istituti di credito adottano, che definisce lo spread offerto alla clientela in funzione della percentuale di acquisto dell'immobile che il richiedente copre con i propri risparmi. Se questa percentuale è elevata, il rischio di credito della banca è normalmente più ridotto e lo spread offerto si avvicina a valori prossimi al 2%; se invece la percentuale è in linea con le medie di mercato, lo spread offerto si aggira attorno al 2,5%, non troppo distante dai valori che si registravano circa nove mesi fa”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il