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Conti correnti, azioni,obbligazioni, conti deposito, Bot, Btp: tassa 26% dal 1 Luglio. Come funziona

Dal primo luglio sale dal 20 al 26% la tassazione sulle rendite finanziarie: quali vengono colpite, chi è esente e cosa conviene fare




Con il Dl Irpef diventato ufficialmente legge ieri, mercoledì 18 giugno, è diventato ufficiale l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%. Scatterà dal prossimo primo luglio e servirà a coprire le detrazioni Irap per le imprese. Tale aumento riguarda tutti i prodotti finanziari, dalle obbligazione, ad azioni, Etf, fondi comuni, conti deposito, conti correnti, conti postali, ad eccezione dei titoli di Stato per i quali la tassazione rimane al 12,50% e dei fondi pensione.

O meglio, per quanto riguarda i fondi pensione, sale, solo per il 2014, dello 0,5%, passando così dall’11% all’11,5%, l’aliquota sui fondi pensione complementari, per creare un credito d’imposta per le casse di previdenza private o privatizzate, in attesa di una nuova organizzazione della tassazione dei redditi degli enti previdenziali, per attutire l’effetto dell’aumento dell’aliquota dal 20 al 26% sulle plusvalenze. Secondo le stime, la misura dovrebbe portare per il 2014 588 milioni e circa 3 miliardi nel 2015, mentre secondo i calcoli la Cgia di Mestre, per un conto corrente medio il rincaro sarà di circa 1 euro all’anno.

Ma con l’aumento della tassa sulle rendite finanziarie, a ‘pagare’ saranno tutti i risparmiatori: si partirà da un minimo di 9,6 euro annui per le rendite più basse, per arrivare a 635,90 per gli importi alti. Ecco allora che per investire, senza rimetterci, meglio dunque dal prossimo mese orientarsi verso titoli di Stato e Buoni fruttiferi postali (Bfp) per i quali la tassazione rimane al 12,5%.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il