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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: discussione legge 30 Giugno. Prestito pensionistico torna

Rimandata al 30 giugno discussione in Aula testo unico esodati e si torna a parlare anche di over 50 e prestito pensionistico Apa di Poletti




Il problema per mettere un punto, finalmente, alle questioni pensionistiche più urgenti,a partire da esodati e Quota 96, è ancora quello delle coperture e, per avere più tempo per individuarle, il ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento, Elena Maria Boschi, ha comunicato che la discussione in Aula del testo unico sugli esodati, presentato da Cesare Damiano, è slittato al 30 giugno. In realtà sarebbe dovuto arrivare alla Camera lunedì prossimo 23 maggio.

Sul problema degli esodati, il ministro Boschi ha ricordato che al momento c`è un tavolo di lavoro tra il ministro Poletti e i presidenti delle competenti commissioni. Il timore è che, come spesso già accaduto, le proroghe possano iniziare a susseguirsi e questo non sarebbe un bene per una urgenza sociale che merita di avere delle risposte dal governo, del resto, lo stesso Damiano ha avvisato: “Se non si troverà una strada per compiere un ulteriore passo avanti, c’è il rischio che esploda una vera e propria “questione previdenziale e che venga meno la parola data dal governo e di Renzi di voler risolvere il problema. La situazione di questi lavoratori rimasti senza alcun reddito è socialmente inaccettabile. Quello che è più grave è che le cinque salvaguardie, per un totale di 162.000 lavoratori, hanno a disposizione 11 miliardi di euro che corrono il rischio di non essere totalmente utilizzati”.

E dice: “Trattandosi di un Fondo esclusivamente destinato agli esodati, chiediamo che le cifre non spese nella seconda salvaguardia vengano utilizzate per allargare la platea dei lavoratori che possono andare in pensione con le regole ante-Fornero. Infatti, dei 55.000 lavoratori previsti, meno di 20.000 beneficeranno della tutela. Vorrei che anche il ministro Padoan fosse informato dello stato dell’arte per poter agire di conseguenza”

E se tempo fa il ministro Poletti aveva annunciato “Ci sono troppe persone che hanno più di cinquant’anni e sono state espulse dal mondo del lavoro e non riescono più a rientrare. Sta diventando un’emergenza sociale, ecco perché vorrei al più presto introdurre un contratto per il reinserimento dei lavoratori over 50. Il progetto per aiutare queste persone, circa mezzo milione, va ancora studiato bene. Penso a un contratto di reinserimento per chi è ancora lontano dalla pensione e a qualche tipo di scivolo per chi invece è ormai prossimo a ritirarsi”, ecco che si torna a parlare del prestito pensionistico, Apa (assegno di pensione anticipata).

Si tratterebbe, in realtà, di dare al lavoratore che decide di lasciare prima un anticipo sulla pensione finale, che dovrebbe essere di 760 euro, da restituire poi una volta maturata la pensione effettiva, con decurtazioni di 50, 70 euro al mese. Per richiedere l’Apa però bisogna almeno aver maturato i 63 anni e tre mesi di età e anzianità di 36 anni oppure 62 anni e tre mesi di età e anzianità di 37 anni, ed essere disoccupati.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il