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Conti deposito, obbligazioni, azioni: affrancamento. Come pagare meno tasse dal 1 Luglio 2014

Sale la tassazione sulle rendite finanziarie dal prossimo primo luglio: cosa cambia e come orientarsi al meglio per i propri investimenti




Scatta dal prossimo primo luglio l’aumento dal 20 al 26% dell’aliquota della tassazione che colpirà tutti i prodotti finanziari, azioni, obbligazioni, fondi di investimento, conti deposito, conti correnti, conti postali, Etf, ad eccezione dei Titoli di Stato e dei Fondi pensione. Si tratta di una misura che spaventa i risparmiatori che si ritroveranno, ancora una volta dopo l’aumento già stabilito dal governo Monti,a  dover sborsare di più su una cifra che sono riusciti, talvolta con sacrifici, a mettere da parte. E non tutti, chiaramente, ci stanno.

Il nuovo aumento della tassazione sulle rendite finanziarie porterà ad un ricalcolo delle minusvalenze e delle plusvalenze, il che significa che il governo tasserà i guadagni di borsa e gli interessi in maturazione sulle obbligazioni del 30% in più, e diminuirà le eventuali minusvalenze giacenti del 23% a causa della tassazione più alta. Chi, per esempio, ha 1.000 euro di minusvalenze al 30 giugno, il giorno dopo ne avrà circa 800 con eventuali guadagni di borsa soggetti alla nuova aliquota del 26%.

Ma, per evitare di perdere i guadagni effettivamente maturati al 30 giugno, la legge permette ai risparmiatori di affrancare entro quella data quanto ricavato dai propri investimenti. L’affrancamento prevede vendita e acquisto fittizio e gratuito da parte delle banche degli strumenti finanziari detenuti sul deposito titoli in modo che vengano definiti ai prezzi di mercato rilevati la sera del 30 giugno, per cui coloro che detengono minusvalenze non se le vedranno decurtare dal primo luglio. L’affrancamento consente, infatti, di mantenere la tassazione al 20% fino al 30 giugno anche per posizioni ancora aperte dopo questa data.
 
La possibilità di affrancamento, però, non è automatica, deve essere richiesta e, secondo gli esperti, è un’operazione conveniente solo nel caso in cui si voglia mantenere il portafoglio e sfruttare le minusvalenze accumulate o per pagare meno imposte sul potenziale capital gain. Ricordiamo inoltre che non è previsto l’affrancamento per le attività finanziarie in regime gestito e le quote di fondi comuni d’investimento italiani ed esteri diversi da quelli immobiliari.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il