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Tasi e Imu: pagamento in ritardo o con errori prima rata. Comunicazione ufficiale Ministero proroga e no multe

Pagare in ritardo Imu e Tasi si può e senza sanzioni e interessi: per chi vale, cosa prevede e come effettuare calcolo e versamento. Conferme da Mef




Pagare in ritardo Imu e Tasi dopo la scadenza della prima rata del 16 giugno è possibile ed anche senza sanzioni e interessi: a definirne l’ufficialità è stata la risoluzione n. 1/DF del Ministero dell’Economia, dipartimento delle finanze, secondo cui ‘Nel caso in cui, alla data di scadenza della prima rata Tasi e prima rata Imu, vale a dire il 16 giugno 2014, non sia pervenuto o risulti insufficiente il versamento dei tributi da parte dei contribuenti, si conferma l’indirizzo espresso dal sottosegretario al Mef, Enrico Zanetti che ha disposto la non applicazione delle sanzioni per chi paga in ritardo Tasi e Imu’.

La decisione è stata stabilita e confermata a causa della confusione che si è creata in merito a calcolo e pagamento soprattutto ella nuova tassa sui servizi indivisibili comunali, che ha creato non poche disagi ai contribuenti che nel giro di qualche giorno hanno affollato Caf e studi di commercialisti alle prese, nello stesso momento, con le dichiarazioni dei redditi. A causa di questa situazione di caos, secondo quanto riporta anche lo Statuto dei diritti del contribuente, ‘I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.  Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria’.

E’ necessario a questo punto fare alcune precisazioni sull’Imu, invece. Se, infatti, per la Tasi non sono previste sanzioni e interessi, per l’Imu sì ma, secondo le nuove disposizioni, i Comuni possono stabilire, seguendo quando definito dallo Statuto del contribuente, un termine entro cui chiamare nuovamente a l pagamento i contribuenti.

Ma alcuni Comuni potrebbero anche non farlo. In ogni caso, l’Imu in ritardo si può pagare con il ravvedimento operoso che, a seconda del tipo, sprint, breve o lungo, prevede il pagamento di sanzioni nella percentuale, rispettivamente, del 2, del 3, e del 3,75%, più eventuali interessi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il