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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: incontro Poletti-Commissione Lavoro. Decisioni ufficiali ieri

Sistema contributivo per andare in pensione a 57 anni per tutti: la nuova proposta per uomini e donne. Potrebbe davvero essere approvata?




AGGIORNAMENTO: Nessuna legge sarà discussa il 30 Giugno in Parlamento. Tutto rimandato in autunno, tranne, forse alcune emergenze. Le ultime notizie e novità in questo articolo

In vista dell’inizio dell’esame della proposta di legge sugli esodati presentata da Damiano, in questi giorni si stanno svolgendo incontri per una definizione più chiara degli eventuali interventi sulle pensioni  che potrebbero essere presentati. E intanto, potrebbe arrivare anche una legge unica per tutti, che permetterebbe un’uscita anticipata dal lavoro, per uomini e donne, con sistema contributivo.

Come previsto dalla tramontata opzione donna, al vaglio del governo l’ipotesi di uscita anticipata a 57 anni di età e con 35 di contributi per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e a 58, per quanto concerne gli autonomi, ma non solo per le donne, anche per gli uomini. Ma tale possibilità sarebbe accessibile solo se si decidesse di calcolare completamente la propria pensione con il metodo contributivo e non retributivo, il che significherebbe ricevere un assegno mensile meno cospicuo.

In realtà, sembra difficile che questa proposta possa essere accettata, soprattutto in tempi brevi, considerando che la stessa, e solo per le donne con l’opzione donna della Madia, è stata messa da parte solo qualche settimana fa, e che come misura è stata fortemente criticata dalla vicepresidente della commissione Lavoro Polverini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il