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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: decisioni ufficiali, annunci, proposte Ministro Poletti

Sistema contributivo per uscire prima, sia per uomini che per donne, sia per statali che per privati: la proposta e incontro di oggi Damiano-Poletti




AGGIORNAMENTO: Nessuna legge sarà discussa il 30 Giugno in Parlamento. Tutto rimandato in autunno, tranne, forse alcune emergenze. L'unica cosa decisa è una nuova legge-emendamento sugli esodati. Le ultime notizie e novità in questo articolo

Pensione anticipata con sistema contributivo, ricalcando le regole di quella che era l’opzione contributivo per le donne ma da allargare anche agli uomini: questa è una delle nuove proposte del governo per permettere un’uscita anticipata ai lavoratori che, su base volontaria, decidono di lasciare in anticipo il lavoro, sia statali che privati, ma non senza penalizzazioni. Esattamente com’era già previsto per le sole donne, questo sistema contributivo di uscita anticipata, permetterebbe di andare in pensione a 57 anni di età e con 35 anni di contributi, senza dunque aspettare i 66 anni oggi fissati dalla legge Fornero.

Ma uscire prima significherà, eventualmente, accettare una pensione meno consistente, perché coloro che decideranno di lasciare il lavoro con il sistema contributivo, come appunto annuncia la stessa formula, dovranno calcolare la loro pensione finale interamente con metodo contributivo e non più retributivo. Il che significa, appunto, avere una pensione inferiore. Ma tutto è ancora da decidere e probabilmente qualcosa di nuovo si potrà sapere oggi, 26 giugno, al termine dell’incontro, informale, programmato tra il ministro del Lavoro Poletti e il presidente della Commissione Lavoro Damiano.

L’incontro verterà principalmente su esodati e risorse finanziarie che servono, ma che spesso sono state bloccate, per risolvere la situazione di questi lavoratori in bilico, ma certamente la discussione sarà estesa anche ad altri argomenti, partendo dai Quota 96, per cui si potrebbe presentare lo stesso problema delle risorse. Anzi, non si potrebbe: è proprio a causa di risorse economiche che si diceva mancassero che 4mila insegnanti della scuola attendono ancora di andare in pensione pur avendo maturato i requisiti. Si tratta di un errore della legge Fornero che oggi bisogna dunque risolvere.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il