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Amnistia e indulto: oggi lunedì 30 Giugno Riforma Giustizia Governo Renzi Consiglio dei Ministri

Domani approda in Consiglio dei Ministri la riforma della Giustizia: le linee guida del premier Renzi e provvedimenti eventuali




Domani, lunedì 30 giugno, approda in Consiglio dei Ministri la riforma della Giustizia che al momento contiene linee guida e per cui il premier Renzi prevede di muoversi come con la riforma della P.A., in due fasi. Intercettazioni e responsabilità civile, reato di falso in bilancio, snellimento dei processi tra le novità proposte. Ma anche misure di riduzione della condanna e risarcimenti economici di soluzione all'emergenza carceraria. dopo la presentazione delle linee guida, la discussione e il decreto legge, ma per i tempi certi di varo dalla riforma non si sa ancora nulla di preciso, solo che dovrebbe arrivare dopo l'estate, il che sembra decisamente molto vago. nulla al momento su indulto e amnistia.

I punti principali della riforma della Giustizia prevedono: stretta sulle intercettazioni, le modifiche riguarderanno essenzialmente l’uso che di esse di fa e prevedono il divieto per le telefonate di finire subito nelle ordinanze di custodia cautelare, dove le intercettazioni verrebbero invece riassunte; previsto inoltre anche il divieto di diffondere copie delle intercettazioni alle parti prima dell'udienza stralcio, gli avvocati potrebbero solo ascoltarle, modo pensato per limitare i casi in cui queste arrivano ai giornali prima del tempo.
 
Punto delicato della riforma quello che riguarda la responsabilità civile dei magistrati: al momento si sa solo che non si tratterà di una responsabilità diretta, ma indiretta; il filtro attuale sarà limitato e la rivalsa dello Stato potrà essere del 50% e non più del 30%. Previsto poi uno snellimento dei processi, pensando all'archiviazione di tutti i processi di lieve entità, mentre si discute ancora dei tempi di iscrizione dei reati. Si darà impulso al ricorso ad arbitrati e mediazioni, rendendo così meno diffuso il ricorso al giudice e nascerà il tribunale della famiglia e della persona.

Previsto, come anticipato, il ritorno del falso in bilancio, cancellato dal governo Berlusconi nel 2002, che sarà di nuovo punito fino a cinque anni, e previsto anche il reato di auto-riciclaggio (6 anni). Allo studio anche una riforma del Csm, per dovrebbe cambiare il sistema di voto del Consiglio, con l'introduzione del voto disgiunto e una sezione autonoma del Csm che tratterà i processi interni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il