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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: novità riforma a rischio in legge di stabilità

Cresce la disoccupazione, l’inflazione cala e i consumi anche: se non migliora andamento economico italiano, difficili cambiamenti per pensioni dopo l’estate




Pensione di anzianità anticipata, prestito pensionistico, sistema contributivo per l’uscita prima di uomini e donne: queste le ipotesi allo studio del governo per cambiare la riforma delle pensioni attuali e permettere soprattutto a determinate categorie di lavoratori di lasciare il lavoro prima rispetto ai rigidi requisiti oggi fissati. Eventuali interventi, che molti auspicavano venissero discussi lunedì scorso, sono stati in realtà rimandati a dopo l’estate, forse ad ottobre con la nuova Legge di Stabilità ma, perché questo tempo di intervento diventi certo, è necessario che migliori il quadro generale della nostra economia.

Nel corso di questi mesi sono state diverse le proposte avanzate per riformare la legge Fornero, per cui la Lega ha anche indetto un referendum per chiederne la totale cancellazione, ma nulla è mai stato fatto, perchp probabilmente manca il coraggio di intervenire su una legge che, nonostante le emergenze sociali cui ha dato vita, dovrebbe assicurare comunque 80 miliardi di euro di benefici. Del resto, lo stesso ex ministro Fornero ha ammesso gli errori compiuti nella formulazione, spiegando però che è stata ‘colpa’ della fretta con cui è nata questa legge pensionistica in un tempo di tale crisi per cui era urgente definire norme che potessero assicurare soldi.

E si spiega anche il freno posto, più volte, dal ministro dell’Economia Padoan sulle ipotesi di uscita anticipata dal lavoro. I dati che arrivano sulla situazione dell’economia italiana oggi non sono certo incoraggianti: continuano a crollare i consumi, si riducono le spese perché le famiglie, spesso oberate di tasse, rinunciano a comprare, la disoccupazione continua a salire vertiginosamente, colpendo soprattutto i giovani, e l’inflazione non è mai stata così bassa dal 2009.

A giugno, infatti, l'inflazione ha rallentato ancora, con la crescita annua dei prezzi si ferma allo 0,3% dallo 0,5% di maggio, poco al di sopra dello 0,2%, indicato dagli esperti come margine d'errore statistico, e, secondo la stima provvisoria dell'Istat, si tratta del livello più basso da quasi 5 anni (ottobre 2009). Se tali condizioni non miglioreranno fino a dopo l’estate, sarà difficile anche che con la prossima Legge di Stabilità si possa intervenire sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il