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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: cambiamenti e novità a luglio possibili

Dopo salvaguardia, modifiche pensioni rimandate a Legge di Stabilità e interventi luglio per statali. Cosa fare per i Quota 96?




E' approdato ieri in Aula il nuovo decreto esodati per la definizione della nuova la salvaguardia che prevede la possibilità di una sesta tutela fino a gennaio 2016 e che contribuisce ad allargare la platea degli esodati salvaguardati che arrivano così ora a superare le 170mila persone. Nessun'altra novità è stata discussa e aspettative deluse per chi pensava che potesse inserita nella discussione anche il caso dei Quota 96. Ma il ministro del Lavoro Poletti ha annunciato che non sarà l’unico provvedimento per la salvaguardia di chi ha perso il posto di lavoro e ha più di sessanta anni di età e per i lavoratori delle aziende private che hanno maturato i requisiti pensionistici ma non possono accedere alla pensione perché non hanno raggiunto il requisito anagrafico.

Ma, per il momento, ogni intervento sulle pensioni, come Quota 100,  prestito pensionistico, uscita anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi, con penalizzazioni e incentivi, sistema contributivo per uomini e donne, sembra essere stato rimandato alla prossima legge di Stabilità di ottobre, lasciando alla discussione di ora solo gli interventi per gli statali già annunciati dal ministro Madia per cambiare la Pubblica Amministrazione, nonché eventuali soluzioni per i quota 96 cui bisogna assolutamente dare risposte entro questo mese di luglio, visto che il nuovo anno scolastico inizia il primo settembre per cui bisognerebbe fare andare in pensione i 4mila insegnanti in attesa entro il 31 agosto.

Spazio però a mobilità, agli esuberi, ai prepensionamenti e al rinnovo degli incarichi con l’obiettivo di avviare un vero e proprio ricambio generazionale. Tra part-time, staffetta generazionale, possibilità di andare in pensione prima per gli esuberi, il ministro Madia propone ora anche la possibilità di andare in pensione prima se si raggiunge la massima contribuzione, come per esempio i 40 anni e 3 mesi dei militari.

La Madia ha infatti spiegato: “Per i lavoratori che sono arrivati al massimo della contribuzione, l’amministrazione può, unilateralmente, decidere di farli andare in pensione. I numeri sono alti. Da qui al 2018 sono 60 mila persone. Ma bisogna considerare che una parte di questi lavoratori probabilmente sceglierà autonomamente di andare in pensione. E non è detto che tutte le amministrazioni scelgano di applicare la norma. Il bacino è questo, ma non posso dare un numero preciso dei possibili ingressi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il