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Pensioni, ultime notizie riforma Governo Renzi: nuove conferme Poletti modfiche e cambimenti in Legge Stabilità

Nuove indiscrezioni su interventi pensioni da Ministeri: allo studio di nuovo ipotesi di sistema contributivo e prestito pensionistico. Le modifiche




Dopo l'approvazione della sesta tutela per 'nuovi' 32 mila esodati, che fa così salire 170 mila la platea totale dei salvaguardati, comprendo anche quelli tutelati già dai precedenti governi. L’attesa ora è per una soluzione strutturale che dovrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità e che per evitare si creino nuovi casi di esodati ma per dare al contempo anche la possibilità a chi lo volesse di andare in pensione prima rispetto ai requisiti previsti attualmente, punta a definire misure di prestito pensionistico e sistema contributivo, sia per lavoratori dipendenti che per statali, permettendo così l’uscita anticipata non solo ai dipendenti della P.A. che beneficeranno delle nuove misure approvate.

Sarebbero due le misure allo studio del governo, ome trapela dai Ministeri di Economia e Lavoro, idee non del tutto nuove, giacchè si tratta del prestito pensionistico, già proposto in realtà dall’ex ministro Giovannini, e del sistema contributivo già pensato in occasione delle misure sulla Pubblica Amministrazione, ma poi accantonato e che ora torna in discussione.

Per quanto riguarda il prestito pensionistico, permettere di andare in pensione alle persone alle quali mancano ancora due anni alla maturazione dei requisiti pensionistici oggi richiesti di 66 anni e 3 mesi di età o 42 di contributi, ricevendo dall’Inps una pensione piena, il cui anticipo, senza interessi sottolineiamo, sarà restituito dal lavoratore una volta conseguito l’effettiva pensione, con penalizzazioni di decine di euro mensili sulla pensione finale. Secondo le stime, la misura dovrebbe costare allo Stato 1,5 miliardi di euro.

L’altra soluzione, anch’essa che sarebbe valida per lavoratori pubblici e privati, uomini e donne, dà l’opportunità di andare in pensione a 57 anni e 35 anni di contributi ai dipendenti, a 58 anni e 35 anni di contributi agli autonomi, con una pensione finale calcolata con metodo contributivo che farebbe perdere circa il 25-30% rispetto all’assegno pensionistico calcolato con metodo retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il