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Pensioni, riforma uomini e donna Governo Renzi: Poletti, nuovi piano. Cambiamenti e modifiche in Legge Stabilità confermati

Uomini e donne in pensione prima con prestito pensionistico o sistema contributivo per tutti: come funzionano. Saranno le soluzioni strutturali aspettate?




Dopo aver messo da parte la misure in discussione su nuove norme della P.A., ecco che torna l’ipotesi di sistema contributivo per l’uscita anticipata dal lavoro e da estendere a tutti, donne e uomini compresi. Fino, infatti, a quest’anno, la cosiddetta opzione contributivo valeva solo per la pensione anticipata delle donne, ma già il ministro Madia qualche settimana fa aveva proposto di ampliare la misura anche agli uomini. Ma la discussione di questa misura eventuale è poi caduta nel dimenticatoio, ma solo per qualche tempo. Eccola tornare nelle indiscrezioni ministeriali su prossime soluzioni strutturali per le pensioni.

Le ipotesi allo studio del governo per una pensione anticipata e flessibile che modifichi i requisiti oggi richiesti dalla legge Fornero sarebbero due: prestito pensionistico e, come accennato, sistema contributivo. Nulla di nuovo, giacchè si stratta di ipotesi già svelate e definite, ma riviste e che si auspica, possano finalmente essere messe in atto. Bisognerà attendere la prossima Legge di Stabilità di ottobre, ma si lavora alla loro definizione puntuale e precisa per definire una soluzione strutturale al problema esodati e alla questione pensioni in generale.

Con il prestito pensionistico, potrebbero andare in pensione prima i lavoratori ai quali mancano due anni al conseguimento dei 66 anni e 3 mesi per la pensione di vecchiaia o 42 anni e 6 mesi per la pensione anticipata, secondo i criteri stabiliti dalla legge Fornero, con un assegno anticipato che si riceverebbe dall’Inps, che insieme allo Stato continuerebbe comunque a pagare i contributi al lavoratore ormai in pensione, e piccoli prelievi che verrebbero applicati sull'assegno per restituire quanto erogato in anticipo.

Si parla, infatti, di una restituzione che avverrebbe in 10 o 15 anni l’assegno mensile con trattenute mensili del 5-8% fino alla restituzione completa del prestito iniziale. Si potrebbe anche procedere sulla strada del sistema contributivo per tutti i lavoratori, uomini e donne, pubblici e privati, che avrebbero facoltà di lasciare l’impiego, volontariamente, a 57 anni i dipendenti e a 58 anni gli autonomi, tutti con 35 anni di contributi, e un assegno calcolato con il metodo contributivo e non retributivo in base all’ultimo stipendio, il che porterebbe a incassare ogni mese un assegno ridotto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il