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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: quota 96 emendamento importante per riforma pensioni per tutti. Ma ci sono problemi

Approvazione emendamento Quota 96 per pensionandi della scuola aprirebbe nuove prospettive di intervento per tutti: situazione e nuove possibilità




AGGIORNAMENTO: Novità e ultime notizie riguardo l'emendamento di quota 96 oggi per le pensioni della scuola. Problemi di approvazione, data, ma anche di calcolo e liquidazione. Maggior dettagli in questo articolo al seguente link diretto

L’approvazione eventuale dell’emendamento sui Quota 96 della scuola che potrebbe arrivare oggi non solo permetterebbe ai 4mila pensionandi della scuola di lasciare finalmente il lavoro entro il 31 agosto di quest’anno ma potrebbe portare importanti conseguenze per tutti, perché dimostrerebbe un’apertura del governo verso modifiche flessibili per le pensioni. Che, però, non contemplano per altri la possibilità di uscita con sistema di Quota 96. Sono, infatti, altre le ipotesi allo studio per un’uscita anticipata.

E si tratta di meccanismi che sarebbero diversi per lavoratori statali e privati, con la possibilità di prepensionamento, già approvata per esempio, per gli esuberi della P.A.; possibilità di andare pensione prima, come annunciato dal ministro Madia, una volta maturata la massima contribuzione, come per esempio i 40 anni e 3 mesi dei militari; o decidere di lavorare part-time al 50%, purché manchino 5 anni al raggiungimento della pensione, ricevendo pagamento regolare dei contributi e sostenendo anche quel meccanismo di staffetta generazionale e nuove assunzioni di giovani.

Potrebbero invece uscire prima con Quota 100 i privati, cioè con 65 anni di età e 35 di contributi; con sistema contributivo, che però varrebbe per tutti, dipendenti e privati, uomini e donne, e consentirebbe di andare in pensione a 57 anni e 35 anni di contributi (per i dipendenti) e 58 anni e 35 di contributi (per gli autonomi)  con pensione calcolata con metodo contributivo e un assegno ridotto. Anche l’uscita anticipata con prestito pensionistico, quando mancano pochi anni alla maturazione della pensione effettiva, varrebbe sia per lavoratori privati che dipendenti, che riceverebbero in anticipo la pensione, erogata dall’Inps, che poi bisognerà restituire ma con piccole trattenute mensili sull’assegno finale.

I privati potrebbero andare in pensione prima anche con il sistema di uscita flessibile, già anticipata mesi fa da Cesare Damiano, a 62 anni di età e 35 di contributivi ma accettando penalizzazioni, o incentivi, calcolati in base a quando lascia il lavoro prima rispetto all’età oggi fissata dei 66 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il