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Quota 96: situazione aggiornata pensioni scuola. Emendamento in Riforma PA o scuola

Voto emendamento Quota 96 rimandato alla prossima settimana. Sarà inserito nella riforma della P.A.? E cosa succederà con gli ultimi due anni di contribuzione?




Dopo il nulla di fatto di ieri, ora bisogna decidere se inserire l’ormai atteso emendamento dei Quota 96 della scuola nella riforma della P.A. o, come annunciato dal ministro Giannini, nel nuovo piano scuola, di cui però non si è fatto accenno nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri. Regna, dunque, grande confusione, dettata soprattutto dai tempi. Se, infatti, l’emendamento Quota 96 venisse inserito nella riforma della P.A. che sarà votata il 22 luglio, e non più il 14 come inizialmente fissato, i tempi diventerebbero sempre più stretti, considerando che i 4mila insegnanti in attesa devono andare in pensione entro la fine del mese di agosto, giacchè dal primo settembre parte un nuovo anno scolastico.

Sarà il voto della prossima settimana sull’emendamento a stabilire se poi far rientrare o meno il nuovo emendamento nella riforma della P.A., come confermato del resto da Anna Giacobbe del Pd che ha dichiarato che “L'emendamento è pronto, firmato da tutti i gruppi. La prossima settimana sarà votato nella I Commissione, lì il governo si esprimerà formalmente per decidere se inserirlo nel decreto PA. A quel punto, il più sarà fatto. Sono prudente per natura, ma non c'è ragione di pensare che le cose non andranno come devono andare. Solo ancora un pò di pazienza”.

Ma, insieme alla soddisfazione di vedersi finalmente riconosciuta la pensione, leggendo diversi forum emergono alcuni paradossi su quanto riportato in merito alla pensione maturata negli ultimi due anni, quelli che cioè hanno trattenuto al lavoro insegnanti che, senza l’arrivo della legge Fornero, sarebbero già in pensione. Sembra infatti che i contributi versati nel 41esimo e 42esimo anno di lavoro non saranno calcolati per la pensione, il che è sicuramente un paradosso considerando che, come detto, si tratta proprio dei due anni di lavoro in più ‘casusati’ dalla nuova Legge.

Sarà questo un punto certamente di discussione. Se però l’emendamento sarà subito approvato bisognerà presentare le domande di pensione all’Inps, esclusivamente in via telematica entro e non oltre 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, che valuterà i requisiti di ognuno definendo o meno l’idoneità per la pensione. I 4mila insegnanti che presenteranno domanda dovranno, come riportato dall’emendamento stesso, aver maturato 61 anni e 35 anni di servizio entro il 31 dicembre 2012 o 60 anni e 36 anni di servizio entro il 31 dicembre 2012. Chi avrà raggiunto tali requisiti potrà andare finalmente in pensione a partire dal primo settembre 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il