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Prestiti, mutui, obbligazioni, conti deposito 2014: le mosse di Draghi della Bce attuali e future

Nuovi possibili misure della Bce contro rischio di inflazione troppo bassa: interventi per imprese e famiglie ed effetti




Dopo le misure messe in campo dalla Bce lo scorso 5 giugno e il nuovo taglio dei tassi definito, qualcosa potrebbe ancora cambiare e potrebbero arrivare nuove misure contro la bassa inflazione, che dovrebbe portare tassi di interesse con un rendimenti più alti soprattutto per Btp, principalmente quelli legati all’inflazione, e conti deposito. Il presidente Draghi ha, infatti, dichiarato che la Bce è pronta a ulteriori nuovi interventi per riportare il tasso di inflazione verso il 2% e contrastare il rischio di inflazione troppo bassa per lungo tempo.

La proposta è quella di nuove norme comuni da applicare alle riforme economiche nei Paesi della zona euro in modo che i paesi membri possano avviare azioni correttive per migliorare la competitività delle loro economie, rafforzando, al contempo, la coesione dell'area euro. Questo piano, secondo Draghi, spingerebbe crescita economica e occupazione. Il presidente della Bce spiega, inoltre, che i tassi resteranno ai minimi storici a lungo e che “il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali se necessario”. E in questo mese, da quando cioè la Bce ha tagliato ancora i tassi e dato nuova liquidità alle banche, soprattutto perché erogassero credito maggiore a imprese e famiglie, la situazione da questo punto di vista sembra stia migliorando.

Le banche hanno infatti maggiore liquidità per prestiti e mutui ed effettivamente in questo ultimo mese si è assistito ad un ritorno di parecchi offerte di mutui convenienti e ad una ripresa della domanda. Stesso quadro si potrebbe delineare anche per i prestiti: anche in questo caso, infatti, sono aumentate le offerte, anche di particolari tipologie come quelle dei prestiti senza busta paga, proprio per le esigenze di liquidità da parte di molte famiglie in questo grave periodo di crisi. Tante dunque le misure a sostegno delle famiglie. Ma non solo.

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, spiega che “Le misure varate a giugno dalla Bce che puntano a un maggior finanziamento, attraverso le banche, delle piccole e medie imprese per l'Italia sono stimabili in circa 120 miliardi al netto degli scarti di garanzia. Le attività potenzialmente interessate da questa iniziativa sono stimabili in circa 120 miliardi al netto degli scarti di garanzia. Il collaterale che si renderà così disponibile - favorirà la partecipazione alle nuove operazioni, stimolando la concessione di prestiti. Esso si aggiungerà alle garanzie già depositate presso la Banca d'Italia e alle altre attività prontamente stanziabili, pari a oltre 530 miliardi, a fronte di un ricorso al rifinanziamento attualmente pari a 170 miliardi”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il