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Pensioni riforma Governo Renzi ultime notizie: novità della settimana. Situazione aggiornata

Sistemi di flessibilità all’uscita confermati dal ministro Poletti: allo studio prestito pensionistico e sistema contributivo. La situazione




Sì a sistemi di flessibilità in uscita: lo conferma il ministro del Lavoro Poletti, lo appoggia l’ex ministro del Lavoro Fornero, che ha dato vita alla legge tanto discusso, e, alla luce degli ultimi dati sulle pensioni italiane emerse dal rapporto annuale Inps e dalla Ragioneria di Stato, ne è d’accordo anche il Commissario Inps Conti, nonché diverse forze politiche. Sui risultati allarmanti Inps, che riportano un quadro di assegni (la maggior parte) inferiori ai mille euro, nonché un calo delle erogazioni delle pensioni di anzianità e vecchiaia, è intervenuto il ministro del Lavoro Poletti che ha parlato di “una fotografia, un’analisi rigorosa dei conti dell’istituto, nonchè uno strumento importante e una sollecitazione che il governo non lascerà cadere. L’Inps presenta dunque un quadro che ci porta a riflettere e a valutare le scelte che vanno compiute”.

Secondo Poletti, “Il dato positivo emergente è la rassicurazione che i dati strutturali della previdenza da un lato, dell’Inps dall’altro, vanno nella direzione di un positivo consolidamento”. E ha spiegato: “Piani di uscita flessibile sono sul tavolo ma ci sono prima altre priorità come esodati e coloro che hanno perso il lavoro. Un'eventuale flessibilità non potrà essere gestita che dentro le dinamiche delle scelte di priorità che il governo farà sull'utilizzo delle risorse. Il governo sa che ha dei problemi acuti sugli esodati, e su quanti non hanno una copertura previdenziale; sa che ha problemi sociali rilevanti per quelle persone che perdono il lavoro e che nonostante gli ammortizzatori sociali non arrivano alla maturazione del diritto pensionistico. Bisogna creare meccanismi che consentano un’uscita anticipata a costo zero per lo Stato. In questo senso stiamo pensando a forme flessibili di prepensionamenti”.

E l'ex ministro Fornero, già intervenuta sulla stessa legge mesi fa, torna a precisare “Non avrei proprio nulla da obiettare ad una maggiore flessibilità. Il frutto della legge che oggi sta facendo così tanto discutere e che creati molti e gravi problemi sociali, è nato dalla crisi acuta del 2011 e dal poco tempo a disposizione per formulare una riforma poco dispendiosa e che mirasse ad accumulare risparmi. Quella severità, quella riforma, consentì al Paese di chiudere la procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo che ci pendeva sulla testa. Una cosa che tutti dimenticano ora e se non fosse stata per quella emergenza finanziaria, la riforma sarebbe potuta essere molto più graduale”.

E precisa: “Oggi, invece, serve puntare tutto su un buona occupazione, perché solo così si potrà avere una buona previdenza, e sulla crescita del Paese con riforme vere, realmente applicabili e applicate, non solo sulla carta”. Per favorire prepensionamenti da una parte e nuova occupazione dall’altra si stanno studiando ipotesi di uscite anticipate dal lavoro che possano soddisfare entrambe le esigenze, tra le più discusse il prestito pensionistico e il sistema contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il