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Riforma pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: novità, cambiamenti e modifiche anticipate potrebbero arrivare prima

Flessione per l’erogazione di pensioni di vecchiaia e anzianità anticipate nel 2013: come permettere uscite flessibili secondo Poletti




AGGIORNAMENTO: Le novità e le modifiche dell'attuale Legge Fornero potrebbero arrivare prima del previsto, ovvero sempre nella Legge di Stabilità che, però, dovrebbe essere presentato ad Agosto del Governo Renzi secondo alcune novità e ultime notizie provenienti da diverse fonti.
Tutti i dettagli in questo articolo al seguente link direttomentre sotto il punto della situazione di questa settimana

Che la riforma pensioni dell’ex ministro Fornero debba essere modificata è ormai fatto conclamato ma nelle ultime settimane la novità riguarda il fatto che il governo, dopo tante proposte e discussione, sia indirizzato verso una strada di cambiamento in una direzione precisa che potrebbe concretizzarsi nella prossima Legge di Stabilità di ottobre. L’obiettivo è realizzare un sistema pensionistico per permettere di uscire dal lavoro prima dei 66 anni di età, cosa che sosterebbe i prepensionamenti per coloro che vogliono andare in pensione prima, ma contribuirebbe anche a liberare posti di lavoro per la conseguente assunzione di giovani.

Del resto si tratta di criticità da risolvere emerse anche dai dati del rapporto annuale Inps, da cui è emerso che oltre due milioni di italiani hanno una pensione sotto i 500 euro, altri 6,8 milioni ne incassano meno di 1000, e che si è anche registrata una flessione dell'erogazione delle pensioni con un -32% per le prestazioni di anzianità o anticipate e un -57% per quelle di vecchiaia. Nel dettaglio, per le pensioni di vecchiaia e di anzianità anticipate liquidate per anno di decorrenza, nel 2013 si è registrato un calo per i dipendenti privati del 32% per le pensioni di anzianità anticipate e del 57% per gli assegni di vecchiaia rispetto all’anno precedente.

Per risolvere questi problemi, il lavoro del governo sarebbe concentrato su ipotesi di lavoro che permettano l’uscita anticipata ma che siano sostenibili, in termini economici, per lo Stato. E in questo senso và l’opera del ministro Poletti che sta definendo prestito pensionistico e sistema contributivo.

Con il prestito il lavoratore avrebbe l’opportunità di lasciare due anni prima rispetto ai 66 anni avendo dall'Inps un anticipo di pensione da restituire negli anni successivi con trattenute minime sull’assegno finale; con il sistema contributivo, invece, i lavoratori dipendenti potrebbero andare in pensione a 57 anni con 35 contributi, gli autonomi con 58 anni di età e sempre 35 di contributi, definendo la propria pensione esclusivamente con metodo contributivo e, quindi, con un assegno ridotto rispetto al retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il